
“Ma ve la prendete sempre con i consiglieri, perché non guardate gli assessori: a loro sono assegnati cellulare, tablet, giornali, viaggi e 2-3mila euro al mese”. Bruno Longo rispedisce al mittente qualunque insinuazione sull’idea del classico amministratore sfaccendato che va in commissione senza partecipare alle attività ricevendo una media di 500 euro al mese che, moltiplicato per 32 consiglieri, fa 16mila euro. Senza considerare i rimborsi al datore di lavoro che variano in base ai mesi e triplicano i costi. Un consigliere può gravare sulla collettività fino a 4mila euro mensili. La gran parte non perde occasione di presentarsi, anche febbricitanti, pur di beccarsi l’obolo. Del resto non può essere altrimenti se a fine mese riesci a portarti a casa circa 1200 euro per poche ore (di “ozio”) dal lunedì al venerdì. Si tratta, infatti, di ben 70 euro al giorno per un massimo di 17 presenze al mese. Girarsi i pollici alla luce di queste cifre, crisi diffusa e spending review, non è certo il massimo, e non lo sarebbe comunque.
Le carte vanno studiate. Cataneo: “A breve conferenza su aeroporto”
Le commissioni consiliari si riuniscono, in base a un ordinamento ereditato dall’era Mongelli, 5 volte a settimana dal lunedì al venerdì in fascia oraria 11.15-13.15. Possono firmare al massimo 17 volte al mese, non di più, se lo fanno non vengono pagati. Succede che si riuniscano anche di pomeriggio, “spontaneamente”.
Ma che aria tira in queste due ore? Molto attive le commissioni territorio e bilancio, i due settori più attenzionati dal Comune di Foggia e per i quali si prepara il maggior numero di delibere. Pasquale Cataneo sta lavorando alla conferenza stampa sull’aeroporto: “Ecco, in quella sede giovedì prossimo vedrete messo in evidenza il nostro lavoro”. In audizione nella medesima commissione territorio anche l’assessore Cangelli. A breve si presenterà nella stanza designata per parlare di “accordi di programma con i privati” e di centro integrato turistico-commerciale verso il casello autostradale in via Manfredonia. “Sarà dotato di parco acquatico, zona archeologica, centro vendita prodotti agricoli” fa sapere con zelo il presidente Cataneo.
Se non partecipi salta il gettone
Insomma la commissione si prepara anche se, da quello che ci risulta, la delibera di 32 pagine sugli accordi di programma fa parte di quei “compiti a casa” che molti consiglieri non fanno. Il mancato studio delle carte è una questione trasversale alle commissioni, salvo scapicollarsi per partecipare altrimenti salta il gettone.
Altro andazzo diffuso è quello di defilarsi appena si entra nel merito delle questioni. Un po’ come gli alunni svogliati (professore, posso uscire un attimo?) che non hanno studiato e quindi sfuggono. Ma se approderà in sede l’assessore, che almeno si faccia bella figura, oltre quella del presidente che le carte deve studiarle.
A l’Immediato risultano anche ritardi a dir poco surreali. C’è chi arriva alle 13.00, lascia siglato nome e cognome e poi se ne va. Malumori sul punto già serpeggiano tra i consiglieri tanto da indurre a chiedere, un po’ provocatoriamente, test per accedere al ruolo di cui all’oggetto (non solo voti, insomma). E perché no, anche una più attenta valutazione del segretario comunale durante i lavori in aula sulla partecipazione o assenteismo, in altri termini verifiche non solo contabili ma anche “di attività”. I consiglieri, tra le altre cose, non tollerano che si spari nel mucchio e quindi, interpellati, preferirebbero che si “distinguesse”. Ma non si parla dei colleghi. Punto.
Al vaglio della commissione territorio l’Aro (ambiti di raccolta ottimali per i rifiuti) al fine di ottenere dalla Regione una premialità di 2 milioni di euro. Cifre grosse che richiedono impegno.
Commissione cultura, si può fare di più
Ventura, dalla commissione affari sociali, evidenzia: “Massima partecipazione, non è una prebenda quella che ci danno, i regolamenti li abbiamo ereditati da Mongelli, compresi i giorni per le commissioni: andavano bene allora e adesso che succede?”
Commissione cultura. Per ora non sono pervenute grandi attività perché, forse, il Comune non sta monitorando granché il settore, a parte il Giordano riaperto. Evidentemente il campo non attira particolarmente la giunta e il sindaco. Le proposte di delibera su cui le commissioni – organo di supporto al Consiglio comunale – possano lavorare scarseggiano. In allestimento il cartellone natalizio con feste nelle borgate, queste le ultime novità.
Gira voce che si stia preparando un cambio dell’esecutivo con l’ingresso di Gabriella Grilli e un altro forzista in giunta. Alla cultura? Per ora non è dato saperlo.
Marasco: “Le commissioni non sono un caffè con gli amici”

La settimana scorsa Vincenzo Rizzi (indipendente) ha presentato un’interrogazione per mettere online le attività delle commissioni, già programmate settimanalmente sui temi da trattare: “Condivido in pieno – dice Augusto Marasco – al momento non vedo nemmeno commissioni che presidiano in maniera costante l’attività dell’amministrazione. Il fatto poi di essere stati allontanati dalla sede municipale toglie anche quelle sollecitazioni che arrivavano dalle persone incontrate in Comune”.
Famoso per i suoi interventi puntigliosi e documentati in consiglio, l’ex candidato sindaco non risparmia qualche battuta: “Il clima quando si va in commissione? Un po’ lo stile da caffè con gli amici…”.
Il decalogo di Marasco comincia dalla visita in presidenza “per capire cos’è arrivato”, cioè le ultime delibere, prosegue con il tour tra le commissioni perché “non è detto che si debba monitorare in modo settoriale”, significa “non pascolare ma vigilare a 360 gradi”. E’ approdato in tempo reale il parere dei revisori dei conti su alcune sentenze del Tar e del giudice di pace nell’ambito dei debiti fuori bilancio. “Non sono state messe ancora a disposizione dei consiglieri le proposte di delibera”, dunque nemmeno delle commissioni. Il problema si trascina dai tempi di Mongelli e, nonostante due approvazioni di bilancio, quella dei debiti resta una questione non ancora sbloccata. Ma che almeno ci si sbrighi con le delibere, le commissioni attendono anche se qualcuno non lo sa.
C’è chi dice no

Alfonso De Pellegrino, consigliere comunale Pd, ha deciso da qualche giorno di rinunciare alle prebende. Con una lettera indirizzata al presidente del Consiglio, Luigi Miranda, ha chiesto un “formale intervento a difesa della dignità istituzionale delle Commissioni consiliari e dei suoi componenti”. “Come certamente saprà – scrive -, la Commissione di cui sono componente ha più volte chiesto di poter discutere gli atti di propria competenza alla presenza degli amministratori o dei dirigenti con l’obiettivo di conoscere ed approfondire gli elementi di merito e poter più efficacemente partecipare, pur nella differenza politica, alla composizione degli atti stessi. Nonostante l’impegno profuso dal presidente della mia Commissione le richieste sono state sempre, o quasi, inevase tanto dagli amministratori che dai dirigenti, evidentemente ritenendo questo confronto un inutile passaggio formale o, peggio, una vera e propria perdita di tempo. Vero è – aggiunge – che la normativa sul governo degli Enti locali attribuisce alle Commissioni consiliari un ruolo marginale; ma ciò non può tradursi, come accade con l’amministrazione Landella, nel disprezzo dei ruoli e delle prassi istituzionali. Atteggiamento, peraltro, già emerso in occasione del trasferimento forzoso e disorganizzato delle Commissioni stesse da Palazzo di Città all’attuale sede. La mancata interlocuzione tra consiglieri, di maggioranza e minoranza, amministratori e dirigenti produce inefficienze che, a mio avviso, potrebbero scongiurarsi riducendo il numero dei giorni di convocazione delle Commissioni e organizzando più efficacemente il calendario delle audizioni. Augurandomi che voglia fare sua questa proposta – conclude -, le comunico la mia decisione di rinunciare al gettone previsto per la partecipazione alle sedute della Commissione di cui sono componente”.
