Saranno in vendita da domani, venerdì 12 dicembre, al botteghino del Teatro Comunale “Umberto Giordano” di Foggia, i biglietti dello spettacolo “Il Fu Mattia Pascal” con Tato Russo. Si tratta del primo appuntamento della stagione di prosa 2014/2015 del “Giordano”, che segue di appena due giorni la trionfale serata di riapertura di ieri, dedicata al concerto dell’Orchestra “Cherubini” diretta dal Maestro Riccardo Muti. “Il Fu Mattia Pascal” sarà in scena sabato 13 e domenica 14 dicembre (dipario ore 21).
Il botteghino del teatro comunale sarà aperto venerdì 12 dalle ore 8.30 alle 12 oltre che sabato 13 e domenica 14, dalle ore 18 fino ad inizio spettacolo. Lo spettacolo diretto ed interpretato da Tato Russo è al quarto anno di repliche ed ha fatto segnare il “tutto esaurito” in tutti i teatri in cui è stato rappresentato. Sempre favorevoli le critiche e i giudizi del pubblico per un Pirandello che sta appassionando gli spettatori di tutta Italia. E’ possibile vedere sul web il trailer dello spettacolo, all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=6OvCG2V0N04
Scheda
TATO RUSSO
in
IL FU MATTIA PASCAL
versione teatrale di Tato Russo dal romanzo di Luigi Pirandello
con
KATIA TERLIZZI
e con (in o. a.)
Francesco Acquaroli – Renato De Rienzo – Sara Falanga
Marina Lorenzi – Peppe Mastrocinque – Adriana Ortolani – Antonio Rampino
Carmen Pommella – Francesco Ruotolo – Massimo Sorrentino
scene di Tony Di Ronza – costumi di Giusi Giustino – musiche di Alessio Vlad
uno spettacolo di
Tato Russo
“Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:- Io mi chiamo Mattia Pascal.”
Ma cosa corrisponde a un semplice nome proprio? È questa la domanda alla quale intende rispondere il protagonista del romanzo di Pirandello che così inizia il suo viaggio attraverso i vari modi d’apparire di se stesso a se stesso e agli altri, il viaggio tra gli intrighi di una vita moltiplicata forse all’infinito che ci impedisce tra convenzioni e compromessi di capire chi siamo veramente. Alla ricerca dell’ ES, dell’altra parte di sé, o della propria vera identità. Morire per vivere una vita diversa. Ritrovare attraverso mille morti la propria unica ragione d’esistere. Scoprire la propria vera identità al di là delle convenzioni che ci hanno formato. Insomma viaggiare a ritroso dei sé o dei risultati di sé abbandonando la scorza delle apparenze per tentare una scoperta definitiva del proprio io. Questo il viaggio di Mattia Pascal, nell’abisso della contraddizione tra essere e apparire. La riduzione in commedia tralascia la tecnica della narrazione propria del romanzo e trasferisce ad una dimensione teatrale il racconto. Insomma liberandosi dalla pesantezza d’una proposta troppo vincolata alla struttura letteraria Tato Russo fa propria la materia del testo per riscriverla in commedia nello stesso linguaggio drammaturgico che sarebbe stato di Pirandello nello sforzo palese e riuscito di una costruzione per il teatro, alla maniera insomma che immaginariamente avrebbe operata lo stesso autore del romanzo nel momento in cui avesse scelto di trasferirla in commedia. Il romanzo sembra così recuperato e acquisito al repertorio delle commedie del Nostro in modo definitivo. Mattia Pascal è Tato Russo nel doppio ruolo di Mattia Pascal e di Adriano Meis, ma anche gli altri personaggi che concorrono alla sua vicenda si rincorrono nella storia, interpretata così dagli stessi attori in identità e personaggi diversi, quasi a scegliere di non chiarire affatto, nello spettro delle rassomiglianze, la distinzione tra i vari aspetti della realtà. Mattia e i suoi coinquilini della storia muoiono tutti per rincontrarsi identici nella storia di Adriano Meis e rivivere poi in quella nuova di Pascal.