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Home » Spettacoli e musica per dire no allo strapotere delle mafie. Ecco il Teatro Civile Festival di Legambiente

Spettacoli e musica per dire no allo strapotere delle mafie. Ecco il Teatro Civile Festival di Legambiente

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Cultura&Società
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Tetes de bois

 

Domenica 28 dicembre a partire dalle ore 19, nella sala conferenze delle Clarisse apre il Teatro Civile Festival: un Aperitivo antimafia con alcune cooperative pugliesi che operano in terre confiscate alla mafia. Poi la parola passa al linguaggio teatrale con “Al di là della neve. Storie di Scampia”, di Vodisca Teatro (ore 20), e “Ossa” cunti a canti su Placido Rizzotto di Alessio di Modica (ore 21). Tutti gli eventi sono a ingresso libero. In mattinata la corsa per la legalità da San Giovanni a Monte Sant’angelo.

Lunedì 29 dicembre alle 18 di discute di Infiltrazioni Mafiose, nella sala conferenze delle Clarisse, con giornalisti, associazioni, attori sociali e istituzioni. Presenti, tra gli altri i direttori nazionali di Legambiente e Libera. Seguono: alle 20.30 teatro con “Munnizza. Peppino Impastato: memorie, suoni, visioni”, con ANDREA SATTA e LICIO ESPOSITO; a seguire il concerto dei TETES DE BOIS.

PROGRAMMA E SCHEDE ARTISTICHE DEL 28 DICEMBRE

ingresso libero

DOMENICA 28 DICEMBRE
ORE 8.15 – “Fai Correre la Legalità”, corsa del ringraziamento 2014. Partenza da San Giovanni Rotondo di Arrivo previsto a Monte Sant’An- gelo ore 11. Gruppo podistico Montanari doc ASD Atletica Padre Pio in collaborazione con Associazione Antiracket Vieste e LUL Rita Atria.

Sala conferenze delle Clarisse
ORE 19 – apertura: LA BRUTTA DI CERIGNOLA – APERITIVO ANTIMAFIA con i vini della Coop. TERRE DI PUGLIA-Libera Terra e con le coop. PIETRA DI SCARTO e ALTERECO che operano in terre confiscate alla mafia.

ORE 20 – AL DI LA’ DELLA NEVE. Storie di Scampia, La storia di Antonio Landieri, vittima innocente di camorra. Disabile di 25 anni ucciso per errore durante la faida di Scampia.
VODISCA TEATRO.
di e con Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo
a cura di Mario Gelardi
musiche di Arancia Meccanicauna
produzione Vodisca Teatro
col patrocinio di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.
Al di là della neve è una sassaiola. È una storia, è tante storie, di Scampia, del quartiere martoriato dalla criminalità organizzata, vittima dell’ultima faida di camorra in cui hanno perso la vita 60 persone. Al di là della neve non è una analisi sociologica, economica, culturale sul fenomeno mafioso, si tenta semplicemente di raccontare l’umanità di un quartiere etichettato come il supermarket della droga d’Europa. Cosa significa crescere a Scampia, giocare, innamorarsi, vivere in un palazzo dove si spaccia la droga, dove avvengono i blitz della polizia, cosa significa resistere, essere giovani a Scampia? Si vuole dare risposta a queste domande, attraverso gli occhi degli abitanti, spesso zittiti, attraverso gli occhi dei bambini, dei giovani, di chi in questo quartiere sparge sogni e speranze.Le storie di questo spettacolo-reading sono tratte dall’omonimo libro di Rosario Esposito La Rossa, giovane scrittore di Scampia e cugino di Antonio Landieri, disabile 25enne ammazzato per errore dalla camorra durante la faida di Scampia, il 6 novembre del 2004. Seppellito senza un funerale pubblico e smembrato da un’autopsia. C’è la voglia di raccontare un’altra Scampia, diversa da quella della cronaca nera dei giornali locali e nazionali, una Scampia viva, che produce, che resiste. Ci piace terminare questa sinossi-presentazione con una frase di Guimarares Rosa, scrittore sudamericano amante del profumo della propria terra. Narrare è Resistere. Il libro Al di là della neve, storie di Scampia, edito dalla casa editrice Marotta&Cafiero, giunto alla sua quinta ristampa ha vinto nel 2007 il Premio Fabrizio Romano e nel 2008 il Premio Giancarlo Siani.

Alessio Di Modica
Alessio Di Modica

ORE 21 – OSSA. Dal racconto popolare dell’osso che canta la storia di Placido Rizzotto,
cunti e canti di ALESSIO DI MODICA.

Questo spettacolo racconta due storie di ossa.
La prima è la fiaba dell’osso che canta è un classico dei racconti legati al mondo della pastorizia. Dal nord Europa all’Africa ogni cultura ha la sua versione di questa storia. I temi principali sono il tradimento e la memoria: un fratello ammazza l’altro e tenta di nascondere il suo crimine. Questo racconto veniva tramandato in tutta la crudeltà dell’anima popolare. In questo spettacolo Alessio Di Modica ne presenta una personale versione intrisa della simbologia isolana popolare pastorale.
Ma questa fiaba somiglia tanto a una storia vera, alla storia di Placido Rizzotto: sindacalista siciliano che animò il movimento di occupazione delle terre a Corleone dando vita alla prima forma di antimafia sociale del dopoguerra che in embrione già cominciava a muoversi per tutta l’isola. Rizzotto fu ammazzato dalla mafia e poi fatto sparire nel tentativo dei suoi assassini di occultare il corpo e far scordare l’uomo e l’operato fino a offuscarne il ricordo. Ma le sue ossa ritrovate in una foiba canteranno e riusciranno a far vincere la memoria sulla dimenticanza. Le due storie vengono cuntate con uno stile narrativo semplice e asciutto, possiamo dire ridotto all’osso, uno stile popolare tra la ricostruzione storica e il fiabesco, dove il vero e l’immaginario si intrecciano indissolubilmente.
Lo spettacolo ha debuttato in anteprima nazionale il 10 Marzo a Corleone in occasione dell’anniversario della morte di Placi- do Rizzotto, il 22 Aprile a Latina per la XIX Giornata nazionale della Memoria e dell’impegno in ricordo di tutte le vittime in- nocenti delle Mafia di Libera,l’8 Maggio ospite del Forum Sociale Antimafia a Cinisi nelle iniziative in ricordo della morte di Peppino Impastato.
Alla sua bravura di attore, Alessio Di Modica aggiunge una grande passione civile, che moltiplica all’infinito le emozioni del suo OSSA. La personale versione della leggenda dell’Osso che canta è rinnovata profondamente, facendola vivere negli occhi e nel cuore degli spettatori. Alessio Di Modica, col suo nuovo “cunto”, contribuisce egregiamente a tenere viva la memoria di Placido Rizzotto. E insieme a quella di Rizzotto, anche la memoria dei tanti altri sindacalisti siciliani, assassinati dalla mafia, a partire dalla fine dell’800 e fino agli anni ’60. (Dino Paternostro segretario della Camera del lavoro di Corleone).

PROGRAMMA E SCHEDE ARTISTICHE DEL 29 DICEMBRE

Sala conferenze delle Clarisse

Ore 18 – incontro – INFILTRAZIONI MAFIOSE. Interventi di Rossella MURONI (dir. Generale di Legambiente), Enrico FONTANA (direttore nazionale di Libera), Domenico SECCIA (Magistrato), Antonio DI IASIO (sindaco di Monte Sant’Angelo), Piero PACIELLO (giornalista), don Domenico FACCIORUSSO (dir. Caritas Diocesana e Centro antiusura), Daniela MARCONE (Libera Foggia), Franco SALCUNI (Legambiente FestambienteSud), Domenico PRENCIPE (Direttore LUL). 

Auditorium delle Clarisse

Ore 20.30 – MUNNIZZA. Peppino Impastato: memorie, suoni, visioni, con ANDREA SATTA e LICIO ESPOSITO.

La trasmissione Onda Pazza del 28.04.1978 dal titolo “la favoletta”, con le voci di Peppino Impastato, Salvo Vitale, Faro Di Maggio; le parole di Andrea Satta, la lettura dei “pizzini” e le immagini del cortometraggio “Munnizza” s’incontrano in una sola voce: quella della memoria condivisa. Un reading realizzato dalla Cactus filmproduzioni in collaborazione con “Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie.

Andrea Satta è musicista e cantante. Nel 1992 fonda con Angelo, Carlo e Luca i Têtes de Bois e intreccia inevitabilmente le proprie vicende con quelle del gruppo.

Oltre che voce e autore dei testi della band, è ideatore e direttore artistico dei molti festival e progetti portati avanti dai Têtes in questi anni (“Stradarolo”, “Sotto il cielo di Roma e Berlino”, “Ferrovia dell’Allume”, “Avanti Pop”, “41° Parallelo”, “Festival della Bicicletta”, “Palco a Pedali” ecc.) e fa il pediatra nella periferia romana.

Poeta e scrittore, ha all’attivo due libri “I riciclisti” (Ediciclo, 2009) e “Ci sarà una volta – favole e mamme in ambulatorio” (Infinito Edizioni, 2011). E’ stato inviato al Giro d’Italia e al Tour de France per il Manifesto e L’Unità (su quest’ultima testata con il vignettista Sergio Staino) e, sempre su L’Unità, ha una rubrica settimanale, “Dio è morto”.

Ha partecipato come co-protagonista e co-sceneggiatore al film “Passannante” di Sergio Colabona, oltre che come autore delle musiche insieme ai Têtes de Bois.

Ore 21.30 – TÊTES DE BOIS in concerto acustico.

Têtes de Bois è un sestetto composto di voce, tromba, basso, piano, chitarra, batteria. Una storia fatta di strade e svincoli, luoghi impropri, capitali europee, periferie e cinture urbane, di concerti sul camioncino, sulle scale mobili nei sotterranei dei metrò, in fabbriche abbandonate, di interventi estemporanei con le biciclette, sui tram, nelle stazioni ferroviarie, di eventi, festival, club, centri sociali, teatri, progetti e grandi palchi. 

La musica dei Têtes de Bois, tra rock, folk e poesia, passa e cresce attraverso una lettura del presente sempre attuale e mai scontata, si riempie di parole, suggestioni e rumori catturati nel transito, e sublima in quel suono sospeso tra emozione pura, ironia e straniamento che è la cifra propria della band.

I Têtes de Bois sono: Andrea Satta (voce), Carlo Amato (basso, contrabbasso e computer), Angelo Pelini (pianoforte e tastiere), Luca De Carlo (tromba), Lorenzo Gentile (batteria), Stefano Ciuffi (chitarre).

Tags: legambientemonte sant'angeloTeatro Civile FestivalTetes de bois
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