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Home » Detenuti con i volti tumefatti ma massima omertà. Il carcere di Foggia è una polveriera

Detenuti con i volti tumefatti ma massima omertà. Il carcere di Foggia è una polveriera

Di Francesco Pesante
22 Febbraio 2018
in Cronaca
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Restano complicate le condizioni del carcere di Foggia, in perfetta linea con le difficoltà a livello nazionale. Cattiva igiene, sovraffollamento e difficoltà nel reperire farmaci rientrano tra le maggiori criticità. A rivelare i dati è l’associazione Radicali “Maria Teresa Di Lascia” che stamattina ha fatto visita alla struttura prima di incontrare la stampa fuori dai cancelli. Mentre cala sensibilmente il numero dei detenuti, resta alta la difficoltà a recuperare medicamenti. La farmacia territoriale dispensa al carcere solo determinati tipi di medicinale che non sempre sono utili a curare la patologia del detenuto in questione.

Restano allarmanti i numeri. In una cella di circa 9 metri quadrati dovrebbe esserci un solo detenuto, al massimo due, invece a Foggia ce ne sono anche quattro, costretti a vivere come in un lager. 88 stranieri presenti sugli oltre 500 carcerati. Quasi il doppio rispetto alla capienza del carcere. Nelle celle molte facce giovanissime, di ragazzi poco più che ventenni. Il numero di agenti è sottodimensionato. Ci sono circa la metà di quelli previsti. “Sono loro i veri reclusi” secondo i Radicali.

E non mancano episodi di violenza all’interno della struttura. Un tema molto delicato e che spesso resta sottaciuto o mai palesato interamente. I Radicali hanno constatato situazioni piuttosto difficili. Ci sono detenuti con i volti tumefatti ed alcuni in preda a crisi psicologiche. Proprio stamattina un detenuto recava lesioni a se stesso sbattendo ripetutamente contro le mura della sua cella. I Radicali hanno chiesto di intervenire ma è stato proibito l’avvicinamento “per preservare l’incolumità fisica”. Riguardo alle ferite, spesso visibili sui corpi dei detenuti, aleggia un alone di mistero. Le motivazioni sono sempre le stesse: “È stato un incidente” oppure “sono caduto”. La paura di ritorsioni interne è molto forte come quella di essere trasferiti. Perciò nessuno si espone.

Ma non mancano lati positivi. Innanzitutto il reparto femminile, notevolmente migliorato. Oggi appare pulito e curato. Alcune donne lavorano e non ci sono bambini. Migliora anche il rapporto tra detenuti e Polizia penitenziaria. Secondo i carcerati ci sarebbe maggiore disponibilità da parte degli agenti rispetto a qualche anno fa.

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Tags: Associazione Radicali Maria Teresa Di LasciaCarcere di FoggiaFoggiaSovraffollamento carceri
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