Non è piaciuta alla Corte dei conti l’operazione messa a punto dalla Regione Puglia per pagare i debiti della sanità in pancia alle Asl ed ai policlinici. Così, dalla sezione di controllo è arrivata la bacchettata: per ripianare i debiti – circa 318 milioni di euro -, anticipando le risorse alla aziende, bisognava avere una “copertura più solida”. Anche perché, gran parte della partita si è giocata sul terreno scivoloso dei debiti “non contabilizzati in bilancio” (senza copertura), per buona parte rinvenimenti al periodo precedente al 2005, quando in sella c’era Raffaele Fitto. Ma la situazione si è ripresenta con Nichi Vendola, fino al 2013, quando un decreto legge ha permesso l’operazione di copertura attraverso prestiti dello Stato. Ma per la Corte dei conti quel prestito che a Bari hanno preso come un mutuo doveva essere coperto da un fondo di pari consistenza. Soprattutto per via del fatto che, con questa manovra, la Regione ha di fatto ampliato la propria capacità di spesa (e indebitamento) nel 2014.
“Le modalità di contabilizzazione delle relative poste , oggetto del rilievo della Corte dei Conti – fanno sapere da Bari – è stato effettuato per competenza, secondo le indicazioni del ministero dell’Economia e delle Finanze, Ragioneria Generale dello Stato – Ispettorato Generale per la Spesa Sociale e formano oggetto di comune applicazione da parte di tutte le regioni che hanno avuto accesso alla misura”. Detto in soldoni: sarebbe stato il ministero a tracciare la via che poi hanno seguito tutte le regioni italiane.

Ma adesso si palesa un problema che potrebbe avere conseguenze importanti per le casse regionali, visto che tra i rilievi rientra la chiusura del maxi-derivato (870 milioni di euro) con Merrill Lynch. Alla luce dei rilievi della Corte, adesso la Giunta guidata dal leader di SeL vorrebbe rinviare la questione alla conferenza Stato-Regioni, per l’impossibilità di far fronte alla richieste dei giudici contabili. Del resto, la posizione di Bari emerge chiara dalle parole dell’assessore regionale al Bilancio: “Prendiamo atto delle osservazioni e delle sollecitazioni contenute nella pronuncia della Sezione regionale di Controllo della Corte sulla Legge di Bilancio 2014 – dichiara Leonardo Di Gioia – e anche in relazione al ricorso pendente presso la Corte Costituzionale sulla questione, sollevato dalla Sezione Piemontese della Corte, porteremo la questione all’attenzione delle competenti strutture del Ministero dell’Economia e delle Finanze e della Conferenza delle Regioni perché il problema possa trovare tempestiva e condivisa soluzione”.