Leggi “Miss Marple” e pensi all’ispettore “Barnaby”. Lo stile british permea questa serie tv dalla prima nota della sigla fino all’ultimo titolo di coda, esattamente come per l’ispettore che va in onda su La7. Certo, il suo quasi alter ego al femminile ha dalla sua i romanzi di Agatha Christie, ma va detto che spesso le trame degli episodi non sono all’altezza delle aspettative, e forse l’acume di Tom Barnaby a volte potrebbe essere più risolutivo dell’antipatia dell’anziana investigatrice. La signora in realtà non è una poliziotta ma una donna astuta e dotata di grande capacità di osservazione, alla Sherlock Holmes. Comunque la serie con il suo gusto decisamente retrò piace e costa poco, e infatti in Italia l’ha comprata la Rai e non Sky. In comune con la serie Barnaby, in effetti, c’è ancora un’altra cosa: anche Miss Marple a un certo punto cambia l’attrice protagonista, c’è Geraldine McEwan fino alla terza stagione e Julia McKenzie dalla quarta in poi. Anche se, per essere precisi, nell’ispettore Barnaby, dalla 14esima stagione, va via l’attore John Nettles, che interpreta il protagonista, ma non arriva un sostituto ma John Barnaby, che è il cugino di Tom, che di fatto diventa il nuovo protagonista. Rai Movie, “Miss Marple”
In principio era “Portobello”, ora c’è Al Bano Carrisi. Chissà quanti ricordano la rubrica “Dove sei” del celebre programma condotto dal compianto Enzo Tortora. Da quella rubrica nascono programmi come “Chi l’ha visto?” e “Carràmba che sorpresa”, così come da altre rubriche, come “Fiori d’arancio” nascono i vari “Stranamore”, “Agenzia Matrimoniale” e via discorrendo. Insomma, non c’era bisogno che la Rai acquistasse il format olandese “Spoorloos” per proporre un programma specializzato nella ricerca delle radici familiari. Ma tant’è. Il programma, condotto dal cantante pugliese assieme a Cristina Parodi nella prima stagione e con Paola Perego nella seconda, pur beneficiando della prima serata del sabato resta sui 4 milioni circa di telespettatori per uno share medio sopra il 17%. Al Bano fa programma a sé, con la sua faccia buona da salentino e la popolarità sempre altissima. Proprio per questo motivo la Rai avrebbe fatto meglio a proporgli qualcos’altro che non fosse il classico format strappa lacrime. In “The Voice”, ad esempio, darebbe certamente il suo meglio, e cioè il canto e la voce. Raiuno, “Così vicini così lontani”
Giochetti albanesi. Pupo sembra l’ombra di se stesso. Magrissimo, c’è chi giura che non sia lui. E invece è proprio lui a condurre questo scialbo programma su Agon Channel, il canale albanese in italiano varato poche settimane fa dall’editore Francesco Becchetti. Si tratta di un game show che vorrebbe somigliare ai vari programmi tipo “L’eredità” e a volte ci riesce pure se non fosse per quella scenografia chiaramente “rimediata”. Anche Pupo non da’ il meglio di se: vorrebbe scimmiottare Amadeus giocando al “conduttore buono” e “conduttore cattivo”. Peccato che non ci riesca. Sembra più uno di quei programmi anni ottanta quando nacquero le reti Fininvest, con quei jingle che oggi sarebbero improponibili (appunto). È troppo evidente la scarsa dotazione della produzione in generale (causa principale del divorzio praticamente immediato di Antonio Caprarica da direttore delle news del canale). Tra tv on demand e nuove tecnologie, questa cosa “fatta in casa” farà grande fatica a farsi largo tra gli ascolti. Agon Channel, “Una canzone per centomila”
14pollici. Nel momento in cui “Gomorra” sbarca finalmente in Rai (Raitre), qualche “genio” non trova di meglio da fare che mortificare l’operazione associando alla messa in onda della serie un talk condotto da Fabio Fazio sulla criminalità organizzata, come se “Gomorra” avesse bisogno di un traino! Probabilmente è solo paura: la serie è stata già vista su Sky e in Rai si teme per gli ascolti. E allora via ai soliti noti, Saviano compreso.
14pollici. Del tutto prevedibile l’ottima partenza della terza stagione di “Un passo dal cielo” su Raiuno: 7 milioni e mezzo e share oltre il 28%. Quando hai Don Matteo nel cast puoi solo vincere!

