A Roma si è concluso l’ennesimo incontro sulla crisi della Sangalli di Manfredonia. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiesto all’azienda di fare un passo indietro, rifiutando il concordato e accettando l’amministrazione controllata. Da Roma spingono affinché si trovi al più presto un acquirente – non interessa di quale nazionalità – che voglia rilevare l’azienda. Il vicesindaco di Monte Sant’Angelo, Felice Scirpoli, ha fatto sapere che non c’è nessuna intenzione di fare figli e figliastri. “Porto Nogaro (città friulana dove ha sede l’altro stabilimento Sangalli, ndr) non si deve sentire in una botte di ferro – hanno dichiarato dal ministero durante l’incontro -, visto che dipende dallo stabilimento di Macchia: se chiude Macchia chiude anche Porto Nogaro. Il Ministero si augura che la famiglia Sangalli chieda l’amministrazione controllata in pochissimi giorni.
Durante il tavolo tecnico, la famiglia Sangalli ha dichiarato di non avere più la maggioranza del Gruppo, passata nelle mani della Regione Friuli. “Ciò che loro stessi avevano detto di voler condividere è stato da loro stessi ritirato – il commento di Scirpoli -. Giochini o, meglio, un pacco per i nostri lavoratori, come hanno detto i sindaci di Iasio e Riccardi. L’assessore regionale Caroli, presente all’appuntamento assieme al governatore Nichi Vendola, si ritiene “indignato ed offeso”. “Il Ministero – aggiunge Scirpoli – ha detto che farà di tutto per aiutare la Regione a risolvere la questione, non mancando di dire alla famiglia Sangalli che hanno lavorato solo per salvare se stessi e le proprie casse, non preoccupandosi dei lavoratori”. Ulteriore incontro sulla questione, mercoledì 4 febbraio.