“Si è creata una situazione kafkiana, con gli imprenditori che accusano me invece di discutere le questioni con la Regione Puglia”. Attilio Manfrini, direttore dell’Asl di Foggia, non ci sta alle accuse “volgari” che arrivano dalla sanità privata, “soprattutto quando vengono tirate in ballo questioni come la legge sull’anticorruzione e consulenze che sarebbero arrivate a miei parenti”: “Hanno superato ogni limite di decenza e di stile – afferma a l’Immediato -, fanno minacce e non si comprende nemmeno il motivo. Già li ho querelati per questo. Forse si riferiscono agli incarichi ricevuti da mio figlio al Don Uva di Foggia, che tuttavia vanno avanti da almeno 15 anni. A questo punto mi aspetto che facciano riferimento anche a mio fratello, che fa il primario a Casa Sollievo della Sofferenza. In ogni caso, non spiegano cosa c’entrano queste faccende con la questione degli accreditamenti”.

La “guerra”, infatti, è partita dai ritardi nella contrattazione con le strutture private, che si sono ritrovate a dover sottoscrivere accordi dopo oltre un anno dalle prestazioni rese per il Servizio sanitario regionale. “Erano stati chiamati a giugno, ma non si sono presentati – chiosa l’ingegnere di Cerignola -, ma questo non lo dicono. Allora il ritardo sarebbe stato di qualche mese. Per conto mio, ho semplicemente seguito le indicazioni della dirigente regionale Silvia Papini, riportando nella mia missiva la stessa frase che lei ha utilizzato in una informativa del 21 ottobre scorso. Salatto e Telesforo sono ancora convinti che io possa cambiare le sorti del settore, spostando 2 milioni di euro dal Don Uva alle cliniche private, ma dovrebbero sapere che il tetto viene fissato a Bari e quelle somme sono indistinte e possono essere spostate solo dalla Regione Puglia…”.
Sul possibile crack occupazionale, dovuto alla necessità delle strutture di licenziare buona parte dei dipendenti, replica: “Non licenzieranno mai ‘centinaia di dipendenti’, la questione non esiste affatto, stanno soltanto cercando di strappare qualcosa in più sui tetti – continua -, ma non è possibile vista la riduzione progressiva delle risorse disponibili in tutta la Puglia. Si prevedono altri tagli per almeno 150 milioni di euro, ed in parte si prevede che possa essere ulteriormente ridimensionata la sanità privata. Invece di lamentarsi, dunque, dovrebbero pregare di continuare nelle attuali condizioni”.
Provocatoriamente, dice che “appena sarà disponibile il Dief (documento di programmazione economica della Regione), proporrò i contratti 2015, molto probabilmente tra febbraio e marzo, così togliamo di mezzo ogni polemica”. Non evita di far riferimento all’incontro di sabato scorso, in Confindustria a Foggia, palesando un po’ di amarezza: “Telesforo era in veste di presidente della sezione Sanità di Confindustria o di amministratore delle sue cliniche? Come si può pensare di parlare del Patto della Salute senza invitare l’Asl di Foggia? Se aveva problemi con me, avrebbe potuto invitare altri rappresentanti dell’azienda, se davvero avesse voluto rappresentare le istanze di un settore che si dovrebbe occupare della salute dei cittadini”. Poi conclude sottolineando l’assenza di motivi per i quali avrebbe “dovuto o voluto” penalizzare il settore: “Egoisticamente, visto che il mio incarico pubblico scade il 2 aprile, avrei potuto pensare – come fanno quasi tutti – di ingraziarmi gli imprenditori privati per una lauta consulenza. Ma il clima attuale mi ha convinto a cambiare tutto – conclude -, e a non voler restare nemmeno nella sanità per il futuro: curerò un gruppo privato – non locale – della meccanica”.