Arriva il rinvio a giudizio per 14 persone nell’inchiesta sul fallimento di Amica, azienda del Comune di Foggia per l’igiene urbana fallita per un debito di circa 600 milioni di euro. A prendere la decisione che grava su dirigenti e amministratori, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia Rita Curci durante l’udienza preliminare.
Archiviate le posizioni dell’ex vice prefetto Michele di Bari, dell’ex sindaco Orazio Ciliberti e degli ex assessori Italo Pontone, Angelo Benvenuto e Michele Del Carmine, oltre che di Carlo Marconi. Andranno invece a processo Pasquale Santamaria, Elio Aimola, Giovanni Ricci, Michele Simone, Maria Teresa Zingrillo, Saverio Balestrucci, Raffaele Brigida, Fabrizio Cangelli, Mario Mancaniello, Michele Milano, Giuseppe Salvato, Leonardo D’Aiuto, Lucia Murgolo e Fortunato Stati.
Dall’indagine portata avanti dalla Guardia di finanza, con il coordinamento dei sostituti procuratori Enrico Infante e Giuseppina Gravina, emerge l’accusa per gli imputati, coinvolti a vario titolo dal falso in bilancio alla bancarotta fraudolenta e distrazione di fondi pubblici. Tra le contestazioni dell’accusa quella di “aver omesso di richiedere il pagamento delle somme dovute dal Comune per il conferimento e il trattamento dei rifiuti, mai pagate all’Amica, e d’aver omesso qualsiasi azioni a tutela di questi crediti verso il Comune”.