“L’abbiamo appena saputo da un’agenzia, Schittulli è il candidato del centrodestra”. E’ di Gaetano Quagliariello l’annuncio in diretta nell’incontro che ricorda Pinuccio Tatarella a 16 anni dalla sua morte. Il professore barese, che da mesi girava la Puglia senza un imprimatur ufficiale precisa: “Hanno deciso ieri, festa della Madonna di Lourdes”.
Nel giorno in cui il centrodestra si incontra a Palazzo Dogana e parla di ricostruzione di un’identità sui programmi, la parola d’ordine è “bando al reducismo con cui non si costruisce niente”. Paolo Agostinacchio, – la storia della destra di Puglia e nazionale, così lo presenta Fabrizio Tatarella – chiede “speranza per il futuro perché oggi centrodestra e centrosinistra non si distinguono più”.
Landella, “l’ultimo dei Mohicani”
Solidarizza con il neo consacrato Schittulli, il sindaco di Foggia Franco Landella: “Anch’io sono stato oggetto di polemiche e settarismi prima della mia candidatura, per questo ti capisco. Il dolore della base c’è, non bisogna decidere nelle secrete stanze con gente che non è stata nemmeno eletta”. Ha vinto la battaglia per le comunali contro ogni previsione e rivendica “il laboratorio foggiano”, quando va a Roma lo chiamano “l’ultimo dei Mohicani”, nel senso che sindaci di centrodestra ne sono rimasti pochi. La linea di demarcazione è fra passato e futuro, il rischio di ritrovarsi rivangando i tempi che furono è sempre in agguato, un riverbero che Gianfranco Fini tenta di scacciare: “Parliamo di oggi. Pinuccio era burbero e scontroso, diventò il ministro dell’armonia nel passaggio dal Msi ad An, quindi su un progetto che poi ci ha condotto a quel sogno di governo rispetto al quale non sempre siamo stati all’altezza”.
Fini: “Nella Lega tattica, non strategia”
Sfide attuali e scenario politico decisamente cambiati, una sinistra che argomenta di “partito della nazione” e che critica la Cgil pone dei quesiti a Fini: “Sogno o son desto?”. Ma il punto vero riguarda la “fisionomia pragmatica di una coalizione con cultura di governo, cioè un patrimonio di valori tradotto in fatti e linee di vetta. L’unità non si conquista sulla nostalgia ma nel ritrovarsi su principi politici concreti”. Vari cenni alla Lega e a Salvini: “Prima parlavano di legare il Nord all’Europa ora dell’Italia fuori dall’euro, qualcosa non torna, sono tattiche, non strategie, per lucrare su rendite di posizione”. Temi in agenda: l’euro, l’islam, la politica fiscale dell’Europa.
Gli fa eco Quagliariello sulla “ricostruzione del pavimento della terza repubblica e sulla necessità di sottrarre alla sinistra di Renzi tutti gli spazi possibili”. Si tratta di guadagnare sempre di più la frontiera dei moderati “che non si riconosco in certe demagogie e certe felpe”. Al posto di La Russa (inizialmente previsto tra gli ospiti), l’ex assessore regionale e senatore Michele Saccomanno. Stentoreo, ricorda un avvenimento recente, l’incontro a Roma per la ricostruzione del centrodestra: “Mancavano i giovani, la politica non è passione del passato, dobbiamo confrontarci con il futuro”.
Pinuccio e Bari anni ‘80
Quagliariello ricorda Bari negli anni ’80, ancora densi di scontri ideologici. Allora Pinuccio diceva: “Non sono fascista ma a-fascista, dobbiamo guardare quelli che non si riconoscono nella sinistra. Nel ’94 questa parte di persone è venuta fuori”. Oltre il Polo, ma non solo, cambia l’agenda politica. Ricordi di lotte giovanili per rivendicare Trieste italiana, anche questo è stato Pinuccio, manifesti per le strade, giornali contro la Dc del padre di Schitulli. E a Francesco Schitulli si rivolge con una punta di orgoglio Quagliariello: “E’ il nostro candidato senza aver contrattato con nessuno e a cui non abbiamo mai dato un bollino”. E lui: “Questa città mi porta fortuna, sono emozionato, non sono un politico”.
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