Blocco dei contratti, scatti di anzianità, banca ore e flessibilità. Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda-Unams, ha tenuto un incontro al liceo classico Lanza di Foggia per aggiornare i docenti sulla ‘Buona scuola’, il documento di 132 pagine del governo Renzi di cui l’organizzazione ha scritto una sintesi: “Non si capisce esattamente come vogliano muoversi, le relazioni sindacali sono ridotte a zero e anche il Parlamento, cosa gravissima, viene ignorato da questo governo. Le novità le apprendiamo dai giornali”. Primo punto, assunzione dei precari: “Vada pure fatta con decreto legge dato che c’è un’urgenza, ma di tutto il resto si dovrà discutere”.
Si rinnovano a breve le Rsu, i sindacati rimandano l’appello all’unità per il dopo elezioni. Ma qualche sfilacciamento già è evidente: “La Cgil si è concentrata sullo sciopero contro il jobs act, per esempio, in ogni caso anche da soli andiamo avanti per la nostra strada”. Dal 2009 c’è il blocco dei contratti cui si aggiunge l’odissea degli “scatti” di anzianità strappati a Tremonti e che per il triennio 2015-2018 Renzi vorrebbe eliminare: “Guardate- arringa Di Meglio in un auditorium stracolmo- che non è un privilegio, anche se sotto altre forme tutte le categorie ne usufruiscono”.
Ora pare che il governo voglia puntare sul 30% di scatti e per il resto sul merito. Retoriche sarebbero anche le solite precisazioni sull’ottenimento della cattedra per concorso: “Chi ci ha governato per anni ha preferito speculare sui precari, che costano meno, invece di indire concorsi”.
E’ stato lanciato un sondaggio dopo che il documento la ‘Buona scuola’ è comparso in rete. Il sindacalista svela: “Gli scatti o il fondo d’istituto? La maggior parte ha risposto gli scatti”, ma qualche confederazione preferirebbe un fondo che, com’è noto, “non è mai uguale per tutti”. Pare che non abbiano avuto parole gentili quanti sono intervenuti nel dibattito su questo nuovo corso della scuola targata Renzi. E sul merito due questioni sono emerse: “I docenti devono essere valutati da persone più competenti ed esterne alla scuola”, così la tematica viene percepita e criticata dal personale del comparto. Circa la questione stipendi, “pare che siamo l’unica sciagura dell’Italia ma nella ripartizione degli oneri ci vuole giustizia. Pensavamo che i governi di destra avessero fatto male ma al peggio non c’è mai fine”.
Di Meglio, accanto ai dirigenti provinciali e nazionali della Gilda, ironizza sulla “santa autonomia” degli istituti e sul parallelo preside- sindaco: “Ma uno viene eletto e l’altro no, non saremo mai dei Comuni, ricordiamoci che la scuola e l’istruzione sono valori nazionali”.
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