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Home » Scandalo rifiuti senza colpevoli, Bonassisa può prendere il largo. Assolto in appello insieme al fratello

Scandalo rifiuti senza colpevoli, Bonassisa può prendere il largo. Assolto in appello insieme al fratello

Di Francesco Pesante
22 Febbraio 2018
in Cronaca
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Lo scandalo rifiuti non ha colpevoli. Assolto anche Rocco Bonassisa dal processo denominato “Black Hole”. In primo grado venne condannato a due anni di carcere per “traffico illecito di rifiuti” mentre il fratello Maurizio a 15 mesi con pena sospesa per entrambi. In primo grado vennero invece assolte tre persone. In appello ecco l’assoluzione anche per i “Bonassisa’s”.

La barca dei Bonassisa "Noi quattro" nel porto turistico di Manfredonia
La barca dei Bonassisa “Noi quattro” nel porto turistico di Manfredonia

Nel dicembre 2009, la Guardia di Finanza di Foggia notificò su ordine dell’Autorità Giudiziaria e in relazione al sequestro di una “discarica abusiva di 68mila metri quadri nel Comune di Orta Nova“, dei provvedimenti cautelari di arresto domiciliare e di obbligo di dimora nei confronti di due persone. L’operazione portò alla denuncia di sette persone all’autorità giudiziaria e al sequestro di tre discariche abusive con un’estensione complessiva di 143mila metri quadri, contenenti 130mila tonnellate di rifiuti speciali contaminati da cromo esavalente, amianto, metalli pesanti e idrocarburi. L’operazione si riferiva alla scoperta, nel 2008, da parte degli stessi militari foggiani, di tre siti in agro di Orta Nova dove venivano stoccate tonnellate di rifiuti nocivi.

La discarica abusiva più grande d’Europa

“Disastro senza precedenti in Italia”. Così parlò l’ex procuratore di Foggia, Vincenzo Russo nel giugno 2008 commentando l’operazione “Black River”, altro scandalo con protagonista Bonassisa. Si scoprì che decine di camion sversavano rifiuti in terra di Capitanata. Si parlò persino di “discarica abusiva più grande d’Europa”. Oltre 5mila metri quadri interessati e 500mila tonnellate di rifiuti pari a 330mila metri cubi. “Un disastro ambientale”, affermò Russo. Fu interessata l’area vicina al torrente Cervaro (sottoposta a vincoli paesaggistici) per la quale servirebbero molti milioni per bonificarla. In quell’inchiesta emerse che il traffico dei rifiuti consentì di guadagnare 2 milioni e mezzo di euro sotto forma di risparmio dei costi aziendali necessari se si fossero smaltiti. Proprio come la recente “Black Land” dove è emerso che alcune aziende della Campania non “compostavano” rifiuti preferendo gettarli nel territorio di Ordona grazie ad alcuni proprietari di terreni compiacenti.

Per quel disastro ambientale furono arrestati 12 soggetti. Durante l’inchiesta si raccolsero persino testimonianze di persone che raccontarono di aver trovato i propri animali morti in quell’area. L’indagine partì nel 2007 quando i carabinieri notarono strani movimenti a pochi kilometri da Castelluccio dei Sauri. I responsabili spalmavano, interravano e stratificavano i rifiuti per poi ricoprirli con inerti. Le successive analisi chimiche dopo le operazioni di carotaggio, dimostrarono l’inquinamento della zona.

Gli indagati dovevano ampliare la discarica di rifiuti solidi urbani di Deliceto. Per farlo sversarono tutti i rifiuti nella discarica abusiva adiacente al fiume Cervaro. Un’attività illecita che fece risparmiare all’Agecos, la ditta gestita da Rocco Bonassisa, coinvolto nella vicenda, i due milioni e mezzo di euro sopra citati. 

Tags: Black HoleBlack RiverMaurizio BonassisaOrta NovaRocco Bonassisa
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