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Home » Tito&Paolo quasi amici, prove tecniche di Don Uva. E preparano l’assalto alla clinica del colosso Angelucci

Tito&Paolo quasi amici, prove tecniche di Don Uva. E preparano l’assalto alla clinica del colosso Angelucci

Di Michele Iula
22 Febbraio 2018
in Sanità
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“Siamo sempre in due”. Tito Salatto vorrebbe continuare a polemizzare con l’eterno nemico Paolo Telesforo, ma in questa fase non può. Anzi, deve rilanciare un “patto” di lunga durata che partirà con la partecipazione congiunta al bando per la gestione della Residenza sanitaria assistenziale (Rsa) di Sannicandro Garganico. Prove tecniche di Don Uva, in buona sostanza. Gli imprenditori proveranno a vincere la concorrenza per subentrare in una delle diverse strutture pugliesi del consorzio San Raffaele. In provincia di Foggia bisognerà affidare anche l’altra Rsa, quella di Troia. In scadenza è infatti il vecchio appalto (11 strutture in tutta la regione) per il quale è stato condannato in primo grado l’ex governatore della Regione Puglia Raffaele Fitto, a causa di una presunta tangente da 500mila euro che il politico del Pdl avrebbe ricevuto dal re delle cliniche ed editore di “Libero”, Giampaolo Angelucci per il tramite di una lista elettorale collegata a Fitto “La Puglia prima di tutto”.

clinica rsa sannicandroPer gli stakeholders foggiani quella sul Gargano è solo il rodaggio dell’operazione più importante: prelevare la struttura di via Lucera della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza. “Il Don Uva deve rimanere ai foggiani”, dissero qualche tempo fa. Salatto accelerò il passo presentando la propria manifestazione di interesse direttamente in tribunale, mentre annunciava licenziamenti alla clinica San Michele di Manfredonia.  Ma galeotto fu il “decreto Balduzzi”, che fissava il tetto minimo di posti letto (60) per le strutture accreditate, sotto il quale si sarebbe andati incontro alla inevitabile chiusura.

A non rispettare i parametri proprio il fiore all’occhiello del gruppo dell’ex vicesindaco di Foggia, Villa Igea. La via d’uscita? Mettersi insieme – obtorto collo – con l’odiato nemico di decenni, Paolo Telesforo, che con il sorriso ha dichiarato qualche tempo fa: “Gli sto dando una mano con i posti letto, adesso collaboriamo”. “Ma quale mano – ha replicato Salatto, forse memore degli antichi veleni -, io ho recuperato 7 posti letto, lui 10. E poi anch’io gli ho dato una mano… Ecco perché adesso siamo costretti ad essere amici, anche se io non ho il suo aplomb inglese perché sono un uomo di campagna”, precisa con un sorriso appena accennato.

donuvaLa necessità di fare squadra – oltre che per i business all’orizzonte – scaturisce dalla “continua guerra con la Regione Puglia e con l’Asl di Foggia”: “A Bari ci avevano già penalizzato con i nuovi tetti, poi a Foggia hanno saputo fare peggio arrivando a pagarci un terzo rispetto alle vecchie spettanze. Abbiamo vinto molti ricorsi sia sulle tariffe sia sulle modalità di presentazione dei tetti – spiega il chirurgo originario di Ascoli Satriano -, per questo pensiamo che assieme possiamo raggiungere risultati migliori”.

Pomo della discordia negli ultimi anni è stata la clinica di Manfredonia, contro la quale Telesforo ha fatto appello a tutti i gradi della giustizia amministrativa opponendosi alla assegnazione ritenuta illegittima delle risorse. Ma secondo i giudici il gruppo foggiano non avrebbe avuto interesse diretto alla questione, e per questo ha rispedito l’istanza al mittente. Solo che per Tito i problemi non sono finiti lì, visto che alcuni dipendenti hanno vinto cause di lavoro importanti contro alcuni licenziamenti, aprendo un fronte caldissimo. La risposta di Salatto sulla questione è tutto un programma: “Non posso farci nulla, si prendessero mezza clinica, io so solo di averci rimesso 3,5 milioni di euro e di aver fatto ricorso alla cassa integrazione, per il resto ognuno faccia le sue valutazioni”. Anche perché, nell’incertezza generale non si possono garantire prospettive di nessun genere: “Mi è stato riferito dei posti letto per la Brodetti, ma finché non c’è niente di scritto tendo a non crederci. I precedenti in questo senso sono emblematici – conclude -, ogni volta che andavo a Bari per la San Michele cambiava sempre qualcosa, partivo con 2,8 milioni di tetto e me ne tornavo con 2,5. Ripartivo con 2,5 e me ne tornavo con 2,3. Il risultato è evidente: aumentavano i chilometri percorsi e diminuivano costantemente i soldi…”.

Tags: AngelucciaslConsorzio San RaffaeleFoggiaManfredoniaPaolo Telesforopotito salattoPugliaRaffaele FittoRsaSan MicheleSanitàSannicandro Garganico
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