“L’aerospazio rappresenta un ambito operativo importantissimo su cui la Regione punta fortemente, considerato peraltro che ha consentito in alcune aree della Puglia di aumentare il Pil”. Lo ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico Loredana Capone in conclusione della seduta della IV commissione, presieduta da Orazio Schiavone, che ha audito, su richiesta di Eupreprio Curto, l’amministratore delegato di Alenia Aermacchi, Giuseppe Giordo, con l’intento di conoscere le strategie aziendali sui temi dello sviluppo e dell’occupazione.
L’assessore Capone ha ricordato che la strategia della Regione è in linea con quanto richiesto dall’UE che chiede di investire maggiormente sull’industria, coma fattore trainante dell’economia, nella misura del 25% almeno. In questo contesto la Puglia ha investito con Alenia Aermacchi (presente con due stabilimenti a Foggia e Grottaglie), ma anche con altre aziende pugliesi attive nell’ambito della innovazione e progettualità. L’assessore ha ricordato i due contratti di programma firmati che prevedono la costruzione di un nuovo veicolo da 80 posti interamente da progettare e realizzare in Puglia. Il tutto sulla base di un bando cui hanno partecipato le imprese con la garanzia, voluta dalla Regione, sul mantenimento e incremento dei livelli occupazionali. Il ricorso a lavoratori rumeni in somministrazione, da parte di Alenia, ha avuto luogo per fare fronte a picchi di lavoro e a seguito della mancanza di determinate figure professionali, i cui profili sono stati successivamente inseriti nel catalogo formativo regionale. Il piano industriale presentato da Finmeccanica (cui fa capo Alenia Aermacchi partecipata al 30% dal Ministero dell’Economia), ha confermato gli investimenti previsti in Puglia e la esternalizzazione di alcuni servizi “rispetto ai quali – ha aggiunto l’assessore Capone – le imprese pugliesi devono essere in grado di innovare”.
In precedenza l’amministratore delegato di Alenia Giuseppe Giordo, ha relazionato sulla situazione dell’azienda in Puglia, dove i dipendenti sono passati da 700 del 2004 ai 2000 attuali. Nel 2013 sono stati investiti in Puglia 1,3 miliardi che a regime saranno 1,9. Per l’assunzione di personale interinale sono state incaricate due società specializzate: una al Nord e l’altra al Sud. L’amministratore delegato ha comunicato al tavolo istituzionale che, allorquando sono state riscontrati casi di intermediazione della forza lavoro, sono stati denunciati alla magistratura. Dal 2012 al 2014 sì è fatto ricorso a personale interinale rumeno a seguito della necessità di fare fronte a picchi di lavoro, rispetto ai quali sul mercato italiano erano abbondantemente carenti figure professionali specifiche. Nell’anno corrente non vi è più alcun lavoratore rumeno e gli attuali somministrati alle dipendenze dell’azienda sono tutti italiani. Per quel che riguarda la esternalizzazione di particolari produzioni alle aziende del territorio, Giordo ha precisato che dal giugno prossimo saranno bandite apposite gare a favore delle società che daranno garanzie di stabilità, solidità finanziaria e rispetto delle procedure di qualità.
Per lo stabilimento di Grottaglie è stata esaminata una forte criticità per quel che riguarda la produttività che si attesta sul 51 a fronte dell’80 per cento in media degli altri stabilimenti del gruppo. La prospettive occupazionali future dei due stabilimenti pugliesi sono strettamente legate alla performance nel medio termine, oltre che alle modalità applicative del jobs act.
Sono intervenuti, oltre a Curto che ha chiesto chiarezza sulla politica di Alenia alla luce anche delle considerevoli risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione con i contratti di stipulati in precedenza, Antonio Scianaro, Giuseppe Lonigro, Giuseppe Romano, Giandiego Gatta, Michele Monno, Antonio Lospinuso.
Le perplessità maggiori espresse dei commissari riguardano i criteri di assunzione del personale attraverso le agenzie interinali, sulle cui procedure Alenia è stata invitata a vigilare e a intervenire per invertire la tendenza del dato riguardante la scarsa produttività dello stabilimento di Grottaglie che, secondo i commissari, potrebbe già oggi configurarsi – se non immediatamente risolto – come primo passo verso una eventuale situazione di crisi successiva. Di qui la necessità che il management ponga in essere quanto necessario per riportare l’indice di produttività in linea con quello degli altri stabilimenti.