È l’ultimo atto, “l’epitome” del lavoro svolto in questi dieci anni, in nome della diffusione della cultura della legalità, della pace, con un occhio particolare alle giovani generazioni, il senso del disegno di legge dell’assessore Guglielmo Minervini, approvato con una sola astensione a maggioranza dal Consiglio regionale.
“Una sistemizzazione di 10 anni di lavoro in questa direzione – sottolinea l’assessore – per la promozione dell’impegno contro ogni forma di criminalità e per il contrasto ad ogni fenomeno di infiltrazione del crimine organizzato nel tessuto sociale ed economico regionale”.
L’iniziativa legislativa che è in armonia con la Costituzione, rispetta pienamente le competenze dello Stato ed è conforme all’ordinamento comunitario, è “in linea con l’approccio peculiare adottato in questi anni dalla Regione – ha detto il presidente della VI Commissione, Ognissanti nella sua relazione di presentazione in Aula – un fiore all’occhiello per la Puglia e i pugliesi”.
Il ddl persegue l’obiettivo di riordinare la legislazione regionale in materia di politiche attive per la promozione della cultura della legalità e per lo sviluppo di una coscienza civile e democratica; il consolidamento, la messa in rete e lo sviluppo di una coscienza civile e democratica; la mobilitazione della cittadinanza attiva e degli attori sociali pubblici e privati nella lotta alle mafie e alla cultura della illegalità, in un’ottica “generativa”, attraverso il sostegno a progetti capaci di generare valore sociale ma anche occupazione ed economia legale orientati se possibile all’autosostenibilità.
Gli obiettivi della legge saranno conseguiti attraverso interventi per l’educazione, la formazione e la ricerca; interventi di sostegno alla cittadinanza attiva e di promozione della legalità presso le imprese; interventi per la promozione di politiche locali per la legalità e il contrasto al crimine organizzato; interventi per il sostegno alle vittime di mafia, della criminalità organizzata, del terrorismo e del dovere; interventi per rafforzare e promuovere la giornata della memoria e dell’impegno dell’”Associazione Libera”, il 21 marzo di ogni anno; l’obbligo della costituzione di parte civile della Regione nei processi di mafia.
Si riconosce il “rating della legalità” quale strumento utile ad incentivare le imprese ad operare nel rispetto dei principi di legalità, attraverso comportamenti aziendali improntati alla correttezza, trasparenza ed eticità.
“Le aziende che hanno una condotta cristallina – per Minervini – avranno un’attenzione privilegiata. Ma abbiamo inteso estendere questo principio del rating della legalità, anche agli enti locali. Servirà nella scelta dell’attribuzione dei contributi pubblici. Per noi questa è una opzione forte della legge”.
Avranno diritto al collocamento obbligatorio nell’ordine la vittima sopravvissuta, il coniuge superstite, il convivente more uxorio, i figli della vittima, i genitori della vittima e i fratelli (germani) della vittima. Il collocamento avverrà assumendo nei ruoli per chiamata diretta e personale, con un livello contrattuale e qualifica corrispondenti al titolo di studio posseduto.
È istituito il fondo per le vittime di mafia, del terrorismo, della criminalità organizzata e del dovere, finalizzato ad erogare agli orfani delle vittime un contributo al sostegno alla formazione: 1.500 euro annui sino al compimento della scuola dell’obbligo e 2000 euro annui, sino al compimento della scuola media superiore, 4000 euro annui, invece sino al compimento di un corso di studi universitari, non oltre il primo anno fuori corso. Sono previsti anche 5000 euro annui per il conseguimento di master universitari o corsi di perfezionamento post laurea. La Regione Puglia dovrà costituirsi parte civile in tutti quei procedimenti penali relativi a fatti commessi nel territorio regionale.