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Home » Stangata agli agricoltori, “patrimoniale” sui terreni. E a Foggia scoppia la “bolla” dei pozzi artesiani, tasse salate per mettersi in regola

Stangata agli agricoltori, “patrimoniale” sui terreni. E a Foggia scoppia la “bolla” dei pozzi artesiani, tasse salate per mettersi in regola

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Agricoltura
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Con 272 voti favorevoli, 153 contrari e 15 astenuti, l’Aula di Montecitorio ha messo definitivamente fine alla questione IMU agricola, iniziata con il decreto 66/2014 con gli  80 euro del Governo Renzi e proseguita con il successivo decreto del 28 novembre scorso. “I contadini italiani – attaccano dal M5S – dunque, sono condannati a pagare un balzello da più parti ritenuto ingiusto, iniquo e definito una vera e propria ‘patrimoniale sulla terra'”.

“Stamattina si è consumato l’assalto alla terra di Matteo Renzi – afferma il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura, intervenuto oggi nella dichiarazione di voto finale del provvedimento osteggiato dai 5 Stelle che, in Aula, hanno anche esposto cartelli con la scritta ‘No IMU, la terra non si tassa’ – Una patrimoniale sulla terra nata solo per coprire lo spot degli 80 euro del Governo Renzi (che tra l’altro si è rivelato un fallimento: ci si aspettava un +15% ma si è registrato un misero +0,51% dei consumi) e applicata senza considerare quello che dovrebbe essere l’unico vero elemento per riorganizzare la fiscalità agricola, ovvero la reale redditività delle colture, bensì basandosi su una classificazione altimetrica vecchia di vent’anni”.

labbate-giuseppe
Giuseppe L’Abbate

Il Movimento 5 Stelle si è sin da subito opposto all’IMU agricola, al principio della tassazione della terra. “Abbiamo fatto proposte di buon senso, trovando coperture efficaci, valide e certificate che avrebbero evitato il colpo all’agricoltura e ai piccoli comuni – continua L’Abbate (M5S) – ma il Governo e il PD hanno detto sempre e soltanto no, accogliendo in calcio d’angolo solo alcuni ordini del giorno, per i quali ci impegniamo sin da ora a verificare il rispetto nel corso dei prossimi mesi, come per il caso dei terreni colpiti da fitopatie come la Xylella fastidiosa. Certamente avremmo preferito l’esenzione totale dei terreni agricoli, la revisione del catasto agricolo e della classificazione Istat, l’esenzione per gli agricoltori con meno di 15 mila euro di redditività annuale, il ripristino delle agevolazioni IRAP – continua il deputato pugliese 5 Stelle – ma niente ha convinto la maggioranza e, per ogni proposta, abbiamo ottenuto un diniego, assordante quanto il silenzio del ministro dell’Agricoltura Martina, il quale non ha mai messo piede in Aula durante la discussione. Adesso il decreto è legge e allora ci auguriamo che i tanti sindaci PD invitino lo stesso Renzi ad andare a riscuotere questo balzello, visto che saranno costretti a chiederlo per coprire i buchi di bilancio. Glielo spieghi Renzi a cittadini e piccoli agricoltori – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – come è stato facile con una mano elargire gli 80 euro in busta paga e con l’altra prenderne dalle singole tasche ancora di più”.

Giannicola De Leonardis
Giannicola De Leonardis

In Puglia ed in provincia di Foggia la questione si complica con l’obbligo di regolarizzazione dei pozzi artesiani. “Gli agricoltori pugliesi – spiega il consigliere regionale Giannicola De Leonardis -, e in Capitanata in particolare, sono quotidianamente costretti a confrontarsi non solo con gli effetti della crisi economica e della globalizzazione, dell’aumento dei costi che diventa insostenibile se rapportato a prezzi delle produzioni bloccati da anni e abbattuti dalla concorrenza internazionale, ma anche e soprattutto con l’inerzia della Regione Puglia. Sono infatti più di 14mila le richieste di regolarizzazione di pozzi artesiani in provincia di Foggia, dopo un sostanziale stallo che si trascina da molti anni. E il prossimo 30 giugno è il termine ultimo di scadenza fissato per il rilascio delle concessioni definitive per il prelievo delle acque sotterranee, che sarà ovviamente impossibile rispettare, data la mole di pratiche ancora inevase. Pertanto, per l’inefficienza della macchina burocratica, gli agricoltori si vedranno costretti a pagare un ulteriore obolo di 360 euro a pozzo, per uso irriguo: soltanto dopo questo ulteriore e beffardo passaggio, infatti, gli Uffici Utenti Motori Agricoli (ex Uma Regione), oggi delegato ai Comuni, potranno rilasciare il relativo buono per accedere al gasolio agevolato, un sollievo indispensabile per lo svolgimento delle loro attività”. “E’ necessario allora – conclude – che gli assessorati competenti (Lavori pubblici e Agricoltura) sollecitino uno slittamento del termine previsto, per rivedere profondamente l’intera problematica e la gestione del servizio Acque, alla luce dell’ulteriore stallo determinato dal ritorno di competenze in materia dalle Province alla Regione. E auspicando l’arrivo in tempi celeri di nuovo personale, per rafforzare una macchina burocratica ormai al collasso in particolare nella provincia di Foggia, e riuscire finalmente a evadere le pratiche in giacenza, senza gravare ulteriormente sugli addetti di un comparto già in grave difficoltà, e alla vigilia della nuova stagione agricola e delle colture da programmare”.

Tags: capitanataFoggiagiannicola de leonardisGiuseppe L'AbbateImu agricolamatteo renziMovimento 5 StellePuglia
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