Facevano della violenza la loro arma vincente. Quattro giovani (tra i 22 e i 35 anni), Alberto Antonio Vaglia di San Severo e tre di Torremaggiore, Fiorenzo Pio Luciano, Giovanni Cardone e Francesco Testa, sono stati arrestati dopo una lunga serie di rapine ed estorsioni. Nell’operazione “D’Artagnan”, almeno sette i colpi accertati nel periodo tra gennaio e aprile dello scorso anno. Quattro distributori di benzina colpiti tra San Severo e San Paolo di Civitate. Rapina in gioielleria a Casalnuovo Monterotaro e ancora danni a due automobilisti. Nel curriculum c’è anche un raggiro messo in atto attraverso il web.
Quattro gli episodi di estorsione perpetrati con la tecnica del “cavallo di ritorno” a seguito di altrettanti furti a trattori agricoli di ingente valore. Nel complesso il gruppo era riuscito a racimolare un bottino del valore di circa 150mila euro tra contanti, monili in oro e mezzi rubati. Le indagini, iniziate a gennaio 2014 attraverso pedinamenti, raccolta di testimonianze e analisi dei filmati della videosorveglianza, giunsero a una prima svolta il 9 aprile dello stesso anno quando i carabinieri scoprirono che Luciano aveva messo in vendita su internet una Bmw 520 a un prezzo modesto, molto più basso al valore commerciale dell’auto.
Ovviamente molti i potenziali clienti. Ma, alla fine, a cascare nel tranello fu un giovane imprenditore barese al quale il malvivente diede appuntamento al supermercato “Lidl” di Torremaggiore per perfezionare l’affare. Ma tra le condizioni di vendita, Luciano pretendeva il pagamento in contanti all’atto dell’appuntamento. L’intervento tempestivo dei carabinieri bloccò i rapinatori. Testa e Cardone vennero sorpresi a pochi metri dal supermercato, dietro un caseggiato e seduti sullo scooter con caschi, scalda collo e un fucile a canne mozze, marca Mab calibro 12, già tra le mani. L’arresto dei due permise di ricostruire altre rapine. Riguardando i filmati, i carabinieri notarono che i malviventi avevano gli stessi caschi, fucili e passamontagna utilizzati per il colpo fallito all’imprenditore barese. In queste rapine venne riconosciuto anche Vaglia, inconfondibile per movenze e per il suo incedere claudicante.
Il modus operandi era sempre lo stesso: entravano negli esercizi commerciali armi in pugno ed esplodevano colpi a scopo intimidatorio. Le vittime erano costrette a distendersi a terra, poi i malviventi trafugavano il bottino (dai 600 ai 10mila euro). Tra le rapine contestate c’è anche quella a una coppia di giovanissimi, ai quali la banda rubò una Audi A3 alla periferia di Torremaggiore sotto la minaccia delle armi. Auto ritrovata il giorno dopo in un box di Vaglia, dentro il quale c’erano passamontagna e guanti utilizzati per rapine.
Inoltre, è emerso che Luciano e Cardone si dedicavano anche alle estorsioni ai danni dei proprietari dei trattori agricoli rubati. Le richieste andavano dai 2000 ai 3500 euro per la loro restituzione. Quattro gli episodi estorsioni, due dei quali portati a compimento. Gli arrestati, ad eccezione di Cardone rintracciato a Roma da amici grazie alla collaborazione dei carabinieri della Compagnia Casilina, sono finiti nel carcere di Foggia.
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