“Protestiamo ad oltranza, in digiuno e preghiera, contro questa mafia politica che prima non ci paga e poi ci revoca l’assegnazione dei servizi”. Da due giorni Michele Lapollo ed i dipendenti della cooperativa Nuova San Francesco inveiscono contro il sindaco Antonio Giannatempo dinanzi all’ingresso del Comune di Cerignola. Dopo 10 anni di servizio, “senza alcuna contestazione”, dirigenti e Giunta hanno deciso di fare dietrofront sulla proroga per la gestione dello scuolabus. “Con una delibera del 9 gennaio 2015, la numero 1, veniva prorogato il servizio fino a giugno – spiega Lapollo -, ovvero fino alla fine dell’anno scolastico. Una interrogazione del farmacista Giovanni Ruocco, consigliere comunale, ha sollevato la questione sicurezza degli scuolabus. Per tutta risposta il sindaco ha deciso di fare la nuova gara d’appalto in urgenza”.
Nelle more c’è il giallo del dirigente Francesco Casamassima, che a febbraio prima sostiene che è tutto ok, salvo poi decidere di revocare tutto sottolineando la scarsa sicurezza dei mezzi, così come segnalato da alcuni genitori. Di questi genitori, in realtà, non si sarebbe vista traccia se non in un esposto anonimo. Il 18 marzo, infatti, in una determina viene dichiarato che “sono venuti meno alcuni elementi di interesse pubblico ovvero del mutamento della situazione di fatto riguardo elementi essenziali sulla sicurezza e sulla gestione del servizio”. Il giorno dopo, in una nota protocollata al numero 6788, il dirigente fa una dichiarazione di “buon esito” del servizio.
“Non hanno perso tempo per fare la nuova gara da 85mila euro più Iva per i mesi di aprile, maggio e giugno – spiega l’imprenditore cerignolano -. Eppure, noi siamo in proroga da febbraio senza il documento di trasporto, documento essenziale per le assicurazioni e le revisioni alla motorizzazione, perché il Comune non ci paga. Ciononostante, abbiamo dimostrato di essere in regola con i libretti e le assicurazioni, ma ci hanno detto che è ‘una questione politica’. Io non c’entro nulla con Forza Italia e Alleanza Nazionale, con Paolo Vitullo e la moglie dell’avvocato Gianfranco Ordine, Giuliana Colucci, che è sostenuta da Giannatempo per la candidatura a sindaco. Peraltro, l’avvocato ha seguito tutte le vertenze della cooperativa, prima di interessarsi alla gara d’appalto ed alla relativa determina”.
Per la nuova gara sarebbero già stati emessi i decreti di spesa per i tre mesi: “Abbiamo fatto uscite extra per i Por, il Museo del Grano ed altre visite – continua Lapollo -, contando di recuperare sulle tre mensilità dove ‘si lavora di meno’, per le festività e la fine dell’anno scolastico. Invece si sono dati da fare per pagare una nuova società proprio in questa fase meno impegnativa. Per di più senza garanzie occupazionali per i 18 operatori in servizio: forse per fare qualche nuova assunzione?”. Poi conclude: “È lo stesso Casamassima, su un sito di informazione online locale, a fare il nome di una società, la ‘Stuc’, che si sarebbe fatta viva a febbraio. Se queste sono le dinamiche, io non ci sto. E protesterò finché non verrà a galla la verità”.