Il Liceo Poerio è diventato anche Liceo Musicale quest’anno. La prima grande prova dell’orchestra ‘Ugo Stame’ va in scena sul palco del Giordano a vent’anni dalla morte di Francesco Marcone. In questo teatro “perché gli piacevano l’opera, la musica, Ennio Morricone e Piovani – di cui si suonano alcuni brani -. Insomma, amava la vita”.
Spezzoni che narrano vent’anni, musica, spettacolo e riflessione su “cosa sia cambiato in questo lungo tempo”. Il sindaco Landella risponde secco “la voglia di legalità e di non abbassare la guardia”. Vent’anni anche dalla fondazione di Libera. Don Ciotti, nella mattinata delle celebrazioni ufficiali, ha inviato un messaggio a Foggia: “Il problema è la verità, ma le verità passeggiano per le vie delle città, chi sa, chi ha visto, chi ha scoperto, chi ha depistato. Francesco Marcone resta un esempio di un funzionario dello Stato che diceva sempre ai suoi figli “lo Stato siamo noi”, quindi siamo chiamati anche noi ad assumerci la nostra responsabilità per non essere cittadini a intermittenza. Nel momento in cui la corruzione trionfa nel nostro paese, Marcone è l’esempio di un uomo che ha saputo dire di no”. Sul banchetto dell’associazione all’ingresso del teatro erano disposti dei libretti, una graphic novel sulla vita del funzionario scritta da Remo Fuiano.
“Saluto l’amica Daniela e la sua famiglia – ha continuato il sindaco – che da vent’anni cercano giustizia e verità”. Marcone non ha girato la testa perché questa era la sua natura, e diceva agli altri di non farlo. Dobbiamo schierarci con la gente che lotta per la legalità. Il sacrificio personale di quest’uomo ne ha fatto un simbolo contro tutte le mafie”.
In prima fila Antonio Russo della Acli, che con la Cgil ha preso parte alla giornata, la fondazione Banca del Monte di Saverio Russo, la fondazione Buon Samaritano di Pippo Cavaliere, anche lui a teatro e Lino Del Carmine che, quando era assessore, questo giorno l’ha istituito.
Emozionato, nonostante l’esperienza del palcoscenico, Mario Pierrotti del Cerchio di Gesso: “E’ l’effetto di questo teatro” che l’amministrazione comunale ha concesso per un evento patrocinato. Già nel 2005 la sua compagnia organizzò un laboratorio per discutere di mafia e di Marcone con successivo reading letterario. Ieri sera si sono esibiti in alcuni passi de ‘I fiori di Bogotà”, testo di Claudio Fava. E’ stata poi la volta del teatro dei Limoni.
C’erano i familiari di Giovanni Panunzio, l’imprenditore edile ucciso nel 1992, e i parenti di molte delle vittime di mafia di tutta la Capitanata citate una per una, comprese quelle rimaste uccise in Puglia. Rappresentanti di istituto per ogni scuola della città in cui Daniela Marcone ha spesso tenuto degli incontri sul tema della cultura “contra la paura e la mafia”.