“Ma sono usciti i Misteri?”, chiede una signora ad un confratello della Madonna dell’Addolorata. Sono le statue che raccontano la passione di Gesù prima della morte, simboleggiata dall’urna che tirano fuori dalla cattedrale, l’ultima nella processione di un Venerdì Santo terso. Sono già schierate lungo via Arpi a Foggia e sorrette dagli uomini delle Confraternite. Circa 300 persone, 500 con le “consorelle”.
E’ anche il loro giorno, quello in cui si riuniscono tutti. Abiti scuri o sgargianti attraversano le vie del centro storico, girano su corso Garibaldi: l’incontro fra la Madonna e Gesù avverrà in piazza XX settembre dove gli spalti sono già affollati di persone che attendono il momento finale. E’ la prima volta per il sindaco Landella in processione, come per il nuovo arcivescovo monsignor Pelvi che si ferma con i giovani e i bambini durante il tragitto e fa gli auguri. A stazioni, sfilano le statue di Gesù, la Madonna e poi l’urna.
Il secondo giorno di triduo pasquale, dopo i sepolcri, attende l’arrivo della Madonna Addolorata dalla chiesa omonima. Il rito della vestizione comincia due giorni prima, la confraternita di Maria dei Sette Dolori è attiva tutto l’anno. Rita Conte è l’addetta agli abiti da 40 anni, ora sostituita da una figura più giovane. Il vestito di velluto nero lo cuce lei, l’aspetto è quello tipico delle Madonne dell’Addolorata in tutta la Puglia, stoffa scura, con il fazzoletto di pizzo in mano e la spada che le trafigge il petto.
Giovani e anziani lungo il percorso mentre la banda suona una musica funerea in un irreale silenzio e le consorelle intonano canti alla Madre di Gesù. Tanta gente si affaccia ai balconi.
Bloccate le vie del centro, Foggia si è fermata per la sua processione più importante fino alla chiesa delle colonne. E’ un giorno di riti millenari in tutta la Capitanata.
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