Torna “Libando, viaggiare mangiando”, diventato nel giro di un anno, uno degli eventi più attesi a Foggia e provincia. Stamattina la presentazione ufficiale in Comune e stasera primi assaggi con l’appuntamento dal titolo “Aspettando Libando”. Tutto in attesa della tre giorni di appuntamenti dal 16 al 19 aprile. Dopo il record dell’anno scorso, “in un solo giorno registrate 40mila presenze”, quest’anno si punta al bis in grande stile. “Già esauriti i posti nei bed & breakfast della città per quelle giornate” – spiega l’organizzatrice Ester Fracasso. In conferenza stampa anche l’assessore alla cultura, Anna Paola Giuliani, il dirigente comunale, Carlo Dicesare, il presidente della Fondazione Banca del Monte, Saverio Russo, la responsabile dell’agenzia di comunicazione “Red hot”, Maria Pia Liguori e lo chef di “Al trabucco” a Peschici, Mario Ottaviano. Presenti anche i titolari del chiosco “Sherwood” in piazza Padre Pio a Foggia e Daniela D’Elia che presenterà la mostra “Il cibo delle donne” al Museo Civico dal 16 al 25 aprile.

Sbaglia chi crede che “Libando” sia solo un evento sul cibo di strada. Quest’anno si darà grande spazio a convegni, musica e iniziative per i più piccoli. Ma ovviamente grande protagonista sarà la gastronomia… e lo scagliozzo presente anche nel logo. Già da stasera, con “Aspettando Libando”, alcuni locali del centro apriranno le porte al pubblico e sarà possibile degustare il menù Grano Nero (tema centrale della seconda edizione) a soli dieci euro nei ristoranti Ciciri e ‘ttria, Chacaito, Enoteca Uvarara, Forquette, Long Island Restaurant, Mangia come parli, Nessun Dorma, Osteria della Dogana, Ristorante Al Primo Piano, Ristorante La Botte Bistrot, Ristorante Sà di tappo, Trattoria del Cacciatore e Terra Arsa.
Un’occasione per iniziare a vivere l’atmosfera del festival degustando piatti a base di Grano Nero, ingrediente antico e “povero”, oggi tornato alla ribalta per la sua versatilità in cucina e l’assenza di glutine.
Ma è dal 16 che si comincerà a fare sul serio. Gli organizzatori prevedono il pienone nelle vie del centro, sfruttando piazza Cattedrale ma anche piazza Purgatorio e piazza Mercato che saranno liberate dalle automobili. “Quello di rivitalizzare il centro storico è senza dubbio uno degli obiettivi dell’iniziativa” ha detto Russo che si è detto soddisfatto anche per la chiusura di piazza Giordano al traffico.
La grana per il “Grano”

L’esborso del Comune di Foggia per “Libando” è di 30mila euro compreso Iva, dalla Fondazione invece, 5mila euro. Sponsor di prestigio la “Granoro” che però non darà sostegni economici, bensì i suoi prodotti migliori con uno stand dedicato. Ma la Giuliani si augura ci possano essere ricadute economiche importanti sul territorio. E il tutto esaurito dei B&B fa ben sperare.
Non solo Puglia (e Italia)
Si degusteranno cibi di strada provenienti anche da Grecia, Marocco e Spagna perché il tema di quest’anno è anche quello del “Mediterraneo in strada”. Insomma, tanta roba per “Libando”, non c’è che dire. Show cooking con alcuni grandi chef della Capitanata, laboratori, proiezioni di film e chiusura al teatro Giordano con il concerto dei “Richard Galliano quartet”.
“Un grosso contenitore – ha sottolineato la Fracasso – che potrebbe creare una bella osmosi con territori transfrontalieri”. Come detto, non si tratterà solo di cibo. Il programma, consultabile su “libando.com“, prevede tante iniziative come le visite turistiche nel centro storico foggiano e le escursioni a Troia e Lucera.
Grandi chef

Mario Ottaviano ha trovato la disponibilità di alcuni tra i migliori chef della provincia di Foggia. Negli show cooking in piazza Purgatorio sono attesi lo zio Aldo del ristorante Chacaito, Gianfranco Brescia dell’Osteria della Dogana, lo stesso Ottaviano del Trabucco di Peschici, Dario Perrella dell’agriturismo “Al Celone”, Francesca Pillo della trattoria del “Cacciatore”, Stefano Pupillo del “Freelance”, Domenico Cilenti del ristorante Porta di Basso, Peppe Zullo di Villa Jamele, Lucia Di Domenico dell’agriturismo Posta Guevara e Mario Diodato Ognissanti del ristorante “La Botte bistrot”.