La sezione A.I.G.A. (Associazione Italiana Giovani Avvocati) di Foggia, tramite il presidente Gianluca Guerrasio, esprime cordoglio, oltre che sgomento, per quanto accaduto il mattino del 9 aprile nel Tribunale di Milano.
“Siamo costernati da quanto accaduto ed esprimiamo la nostra vicinanza al mondo forense milanese e un sincero cordoglio alle famiglie del giovane collega Alberto Claris Appiani, del Giudice Ciampi e delle altre persone vittime di questo gesto folle”.
Il pensiero va subito alla vita quotidiana del nostro Palazzo di Giustizia: “Il nostro Tribunale presenta dei controlli all’ingresso piuttosto efficienti per quanto riguarda i varchi predisposti all’ingresso dei cittadini. Certamente andrebbe intensificato anche il controllo agli accessi liberi, quelli riservati agli avvocati e ai magistrati, dove spesso può accadere ciò che si sta ipotizzando per il caso di Milano, ossia che il folle abbia avuto accesso dal passaggio libero confondendosi con gli avvocati e così eludendo il metal detector“.
“Auspichiamo, quindi, consapevoli anche del rischio emulativo che certi comportamenti possono avere su persone disperate in un particolare momento storico come quello attuale, che possano essere intensificati i controlli all’ingresso al fine di garantire la massima sicurezza e l’incolumità di quanti giornalmente si recano presso il Palazzo di Giustizia per compiere il proprio onesto lavoro. Chiaramente l’appello che si rivolge a tutti i colleghi avvocati è quello di collaborare con il servizio di vigilanza del nostro Tribunale, cui si riconosce grande professionalità ed efficienza, affinchè i nostri clienti o comunque le persone non addette ai lavori vengano invitate sempre a passare dal varco sottoposto al controllo elettronico”.
Infine, sulla questione milanese “auspichiamo che siano accertate le responsabilità di chi non ha saputo impedire ad un folle di entrare in un Tribunale armato, per poi sparare all’impazzata in due luoghi diversi di un Palazzo in cui la sicurezza dovrebbe essere una priorità assoluta, al fine di evitare che fatti di questa gravità possano ripetersi ancora in futuro”.