In diecimila per “svegliare” il governo sui problemi delle province e sul caos che stanno vivendo. Sono i numeri della manifestazione romana di sabato cui ha partecipato anche Foggia con un pullman e alcune macchine organizzate dai dipendenti di palazzo Dogana, in contatto con altri enti anche attraverso il gruppo su Facebook ‘dipendenti delle province d’Italia”. A sfilare contro il “delirio”- gioco di parole indirizzato al ministro Delrio tramite alcuni slogan della manifestazione – i dirigenti della funzione pubblica e il leader della Cgil Susanna Camusso. Fra gli enti in dissesto presenti nella capitale Vibo Valentia, che da un po’ ha cominciato a non pagare gli stipendi. In programma nei prossimi giorni anche forme di protesta locali.
Le tabelle dei risparmi
Intanto sono arrivate presso gli enti le tabelle con i risparmi che devono essere certificati e trasferiti allo Stato. Per l’ente foggiano si tratta di 8 milioni di euro di tagli, meno dei preventivati 14 milioni. “Avremo 5 milioni di più in cassa – dice Giuseppe Leone, segretario della Cgil e membro della Rsu provincia- ma non ci facciamo niente. I servizi non si riescono ad erogare, la situazione è tragica per strade e scuole, Regioni e governo devono darsi una mossa, lo dico soprattutto da cittadino”.
Il ritardo nel riordino
Il riordino delle funzioni della provincia doveva partire alla fine di gennaio però, al momento, nessuna legge ha fatto un passaggio in consiglio regionale. Idem per l’elenco del personale in esubero da ultimare entro il 31 marzo. In regola ci sono pochissime regioni, la Toscana è fra queste, per questo è stata concessa una proroga.
Circa la mobilità del personale trasferito ai Comuni si sono attivati alcuni centri virtuosi dell’Abruzzo e dell’Emilia: “Dal primo marzo sono scattati i due anni di tempo per ricollocare il personale, dopodiché scatta la disponibilità e lo stipendio all’80%, poi il licenziamento come stabilito dalla legge di stabilità. Non credo che prima di ottobre- novembre si muoverà qualcosa in Puglia dato che ci sono le regionali e l’estate di mezzo, a meno che il governo non intervenga con qualche atro atto”.
I Comuni sono parte integrante del riordino, possono accettare o meno alcune funzioni anche organizzandosi in unioni e presentare dei piani. Resta da capire quali deleghe potrebbero avere.
Personale al 50%
Trascorrono i mesi e si contano le unità di ricollocare a palazzo Dogana. 134 dalle politiche del lavoro, cioè dagli uffici di collocamento, altre 20 dalla polizia municipale, 60 dovrebbero andare in pensione entro il 2016, in tutto più di 200 unità da scorporare. Ne mancano altre 100 visto che l’abbattimento per i costi del personale è del 50%.
Incertezze anche per i 31 dipendenti della società in house Diomede, partecipata dalla Provincia al 100%. Avrebbero il contratto prorogato fino al 31 dicembre 2015, fu questo l’annuncio di Gaetano Cusenza, delegato del presidente Francesco Miglio, all’incontro organizzato qualche settimana fa da ‘Capitanata futura’ per salvare i musei e la biblioteca.
Il consiglio provinciale di venerdì scorso è stato sospeso in quanto la delibera sulla proroga del contratto mancava del parere della ragioneria. “Si dovrà sentire la Corte dei conti, a Lecce hanno licenziato tutti i dipendenti delle partecipate”. Il 17 si torna in aula per decidere.
