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Home » Salvini: “Foggia deve tornare ai foggiani”. Ma fuori è dura contestazione, cori e insulti

Salvini: “Foggia deve tornare ai foggiani”. Ma fuori è dura contestazione, cori e insulti

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Politica
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Ragazza sanguinante dopo gli scontri tra manifestanti e polizia

L’arrivo di Matteo Salvini a Foggia ha portato centinaia di persone sul viale della Stazione questa mattina. C’era anche Fitto all’Hotel Cicolella ma l’attesa era tutta per il leader della Lega. Numerosi i suoi fans con magliette e bandiere, tanti anche i contestatori, arginati da un lungo spiegamento di forze dell’ordine.

Salvini è arrivato al cinema Cicolella con una certa puntualità, correndo subito all’interno della struttura dove ad accoglierlo c’era una sala gremita di candidati, suoi elettori e semplici curiosi. I temi, sempre i soliti: “A Foggia l’immigrazione è fuori controllo. La prostituzione è fuori controllo e andrebbe tassata. Ci sono risse, spaccio ed una preoccupante connivenza con la malavita. Foggia deve tornare ai foggiani. Spero di meritare tutta questa fiducia – ha aggiunto -. Puntiamo a essere punto di riferimento per tutto il centrodestra, portando più lavoro e sicurezza”. E sui contestatori che fuori cantano cori contro di lui, dice: “Sono cinque scemi senza idee. Dovrebbero fare volontariato”.

Argomento sentito il lavoro: “A Manfredonia non esiste che un’azienda come la Sangalli vada via. Le regioni spendono male i soldi”. Poi attacca Alfano. “Chi è costui? – chiede sarcastico -. Cosa fa? Credo sia il ministro degli interni più incapace della storia”. In vista delle elezioni del 31 maggio, Salvini è fiducioso: “A Trento e Bolzano abbiamo ottenuto grandi risultati, i migliori di sempre. Qui a Foggia altri partiti hanno fallito”. La chiusura è ancora sull’immigrazione: “La questione va risolta in nord Africa. La presenza di mega centri con gente che poi bivacca, non serve più”.

Ma come detto, all’esterno si protesta. A guidare la manifestazione i ragazzi del CSOA Scuria. Cori piuttosto coloriti contro il leader della Lega. “Siamo tutti terroni”, “Salvini vaffanculo”, “Siamo tutti clandestini”, “La colpa è dei padroni” e altri ancora nel dialetto locale: “Vafammok a kitemmurt” giusto per citarne uno. Attacchi anche ai poliziotti presenti sul viale della Stazione: “Servi dei servi”. Una protesta che degenerata in scontri tra polizia e manifestanti. Una ragazza è rimasta ferita al capo.

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Tags: FoggiaMatteo SalviniNoi con Salvini
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