Se non è militarizzazione poco ci manca. Il ministro Angelino Alfano ha annunciato l’arrivo di altri uomini per combattere la criminalità a Foggia e provincia. Sui numeri bisognerà aggiornarsi ma pare chiaro l’intento dello Stato di presidiare meglio il territorio. Sulla carta, Alfano ha registrato un calo generale dei reati ma quanti non denunciano i propri aguzzini? Insomma, nonostante il lavoro delle forze dell’ordine, la percezione di insicurezza rimane e su questo bisognerà lavorare. “Denunciate le estorsioni – ha detto Alfano – e noi saremo al vostro fianco. Chi ha il coraggio troverà con sé lo Stato e sarà protetto anche dall’anonimato”. Nel frattempo arriva la cavalleria. Mezza DDA (Direzione distrettuale antimafia) si occuperà del “caso Foggia” su precisa indicazione del procuratore Volpe, presente stamattina all’incontro col ministro nella Prefettura del capoluogo dauno. Altre unità giungeranno in città per dare man forte ai reparti speciali delle forze dell’ordine.
In Capitanata c’è mafia e tanti sono i soggetti presenti all’interno delle organizzazioni criminali: “Censiti 28 clan e 900 gli affiliati”, ha rilevato il ministro. E nonostante il calo generale dei reati, Foggia resta città in preda alla delinquenza piccola e grande. Anche per questo sarà data priorità ai sistemi di videosorveglianza. Circa l’80% dei reati, soprattutto rapine, vengono risolti grazie ai filmati delle telecamere. Per questo, la task force mista tra Prefettura di Foggia e Viminale potenzierà i progetti di videosorveglianza rientranti nel Pon legalità. Già finanziate, e installate, 40 telecamere a Foggia, 42 a Cerignola, 32 a Manfredonia, 40 a Vieste, 44 a Torremaggiore, 38 a Monte Sant’Angelo. Solo per citare alcuni comuni.
“Appena torno a Roma – ha annunciato Alfano – organizzerò un incontro con i vertici di tutte le forze dell’ordine perchè riteniamo opportuno rafforzare i reparti speciali. Tutto questo si abbina all’uso delle migliori tecnologie e al progetto “Macro”, nato per individuare e schedare tutti i sodalizi criminali”. Proprio su l’Immediato, a ottobre 2014, riportammo la mappa della mafia in provincia di Foggia. “Ogni mese – ha detto ancora il ministro degli Interni – a Foggia verrà organizzata una riunione del comitato per l’ordine pubblico così da monitorare le attività e gli esiti del lavoro di indagine. Sono consapevole di come questa realtà sia aggredita da singoli criminali e di quanto sia violata la libertà di impresa ma siamo convinti che questi malviventi la pagheranno fino in fondo. Noi non molleremo sull’attività di repressione. Ciò che diciamo, facciamo. E senza badare a spese. Lo Stato sarà sempre più forte”.
Sulla stessa linea il deputato Ivan Scalfarotto, presente in conferenza stampa, che ha anche anticipato la notizia della visita di una delegazione del Consiglio superiore della magistratura a Foggia entro fine mese, soprattutto per affrontare i problemi della giustizia e per l’organizzazione degli uffici giudiziari. Ricordiamo che il tribunale di Foggia è il peggiore in Italia per durata dei procedimenti“.
Battuta finale, da parte di Alfano, sull’immigrazione: “Siamo pronti ad azioni mirate in Libia per bloccare gli scafisti, anzi gli “schiavisti” del nostro secolo. Persone senza scrupoli che ottengono guadagni macabri“. Dalla Ue è cominciata “la caduta del ‘muro’ di Dublino, una specie di recinzione che impediva il transito dei migranti dal Paese di primo ingresso agli altri Paesi europei. Questo muro sta cominciando a franare e il vantaggio per l’Italia, che è Paese di primo ingresso per tutti quelli che arrivano dal mare, è enorme. Ora queste persone saranno equamente distribuite nelle varie nazioni dell’Unione Europea”.
