Una pioggia di milioni di euro e tanti ritardi. L’esito dell’incontro tra il responsabile delle risorse umane dell’Ilva di Taranto, Cesare Ranieri, e le organizzazioni aziendale porta in dote diverse “promesse”, a cominciare dalla garanzia della disponibilità di 400 milioni di euro da parte della Cassa depositi e prestiti e due banche. Le risorse dovrebbero essere investite nel risanamento ambientale, oltre che nella ricerca, sviluppo, innovazione, formazione e occupazione. Ma i sindacati, a cominciare da Usb, sono scettici sul cronoprogramma degli interventi programmati. “Il dottor Ranieri – spiegano – ha dato garanzie sul futuro della fabbrica, a cominciare dalla ripartenza di AFO1 che quella di ACC1 nel mese di agosto. Su questo abbiamo seri dubbi, non tanto sul fatto che non possano ripartire, ma sulle condizioni in cui ripartirà ACC1. Infatti mentre sul grosso dei lavori AIA (condotta di aspirazione) siamo in linea con le tempistiche, tantissimo c’è da fare sui lavori ordinari che ad oggi sono la priorità per quell’impianto e, onestamente, due mesi ci sembrano molto pochi per ripristinare completamente ACC1”. Per questo vorrebbero sapere in che modo arriveranno le risorse, se in un’unica tranche o a più riprese come si vocifera.
“Il 12 maggio scorso – continuano dal sindacato – è arrivata inaspettata la notizia dell’accoglimento, da parte del Gip di Milano Fabrizio D’Arcangelo, la richiesta di utilizzo dei fondi Riva (1,2 miliardi di euro), sequestrati alla famiglia di industriali. La somma è destinata al risanamento ambientale dell’Ilva. Le somme sequestrate ai Riva saranno destinate alla sottoscrizione di obbligazioni emesse dall’Ilva in amministrazione straordinaria e dovranno essere intestate al Fug (Fondo unico di giustizia).
Se queste notizie dovessero essere vere, e anche su questo siamo scettici, visto che si parla di miliardi di euro da quasi tre anni e finora qui a Taranto non si è visto il becco di un quattrino, non ci sarebbero più alibi per il governo, i commissari e il loro management. La cifra totale poi, 1,6 miliardi di euro, la consideriamo un buon punto di partenza ma chiariamo da subito che per le cose da fare, appunto, quei soldi rappresentano solo l’inizio di un lungo percorso”. Poi, l’attacco ai confederali: “Fim, Fiom e Uilm hanno sottoscritto il verbale che prevede di assorbire nell’Ilva in amministrazione straordinaria i lavoratori della Riva Fire (73 più 5 dirigenti) a seguito della fine del contratto di affitto, alle medesime condizioni economiche e normative. Ci saremmo augurati – concludono – la stessa audacia, perseveranza e tempestività da parte di Fim Fiom Uilm anche nel difendere quei lavoratori – come i somministrati e i lavoratori degli appalti – usati e gettati via nel silenzio più assordante, gente che da decenni lavora nell’Ilva e che a seguito delle note vicende e non per colpe proprie si trova senza un lavoro dalla mattina alla sera”.
