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Home » L’annuncio: a Foggia un centro di trapianto organi, la lieta notizia nel giorno di “Donare per vivere”

L’annuncio: a Foggia un centro di trapianto organi, la lieta notizia nel giorno di “Donare per vivere”

Di Paola Lucino
22 Febbraio 2018
in Sanità
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“Chi ha subito il trapianto di un organo ritiene sia quella la sua vera data di nascita”. Francesco Paolo Schena (coordinamento regionale trapianti) ha riassunto in questo modo il cambio di vita di quanti, in una Puglia che ha il 45% di opposizione alla donazione, ce l’hanno fatta. Il quadro non è semplice perché la sfiducia verso il sistema sanitario, la dichiarazione di volontà che registra numeri ancora bassi, le remore sulla capacità di effettuare queste operazioni frenano le persone. “Donare è un atto d’amore e un atto di civiltà, non ha alcun senso portarsi nella tomba organi che salvano altre persone”.

L'incontro alla sala Farina
L’incontro alla sala Farina

Alla tavola rotonda su ‘Donare per vivere’, si è parlato di “morte cerebrale”, di come la si riconosce e in quali tempi. Uno degli ostacoli alla donazione, come si evince dai questionari che la campagna di sensibilizzazione ha diffuso, è legata alla paura che quella persona non sia realmente morta. Parole del professor Michele D’Ambrosio, direttore del reparto di Anestesia e Rianimazione agli Ospedali Riuniti di Foggia. Su questo punto delicato il professor Schena è stato molto netto: “La filiera è controllata, anzi vorrei aggiungere che l’unica specialità controllata è la trapiantologia e la nostra legge dà molte garanzie”.

In corso c’è un campagna di sensibilizzazione nei 258 Comuni pugliesi che ha alzato dall’1,2% al 2% le dichiarazioni di volontà:  “Vanno fatte senza lasciare dubbi ai parenti e con la registrazione nella banca dati o da socio Aido”. Non basta – questo il monito – condividere tale volontà con la famiglia, bisogna passarla a un network. Sono 700 le persone che attendono in Puglia un trapianto di rene e possono sopravvivere legate ad una macchina. Per il trapianto di fegato e cuore la situazione è disperata.

Loreto Gesualdo
Loreto Gesualdo

Alla sezione pomeridiana di ‘Donazione e trapianti: le nuove sfide’ è stata data l’anticipazione dell’incontro del 5 giugno prossimo a Bari con Nanni Costa, del centro nazionale trapianti, “che battezzerà il dipartimento regionale”.  

Da due settimane questo polo ha una sede a Bari presso l’assessorato alla sanità. Loreto Gesualdo, direttore dipartimento di Nefrologia, Dialisi e Trapianto, si è detto convinto che l’apertura a Foggia del centro “aiuterà la donazione e riusciremo a servire il cittadino di Capitanata che merita questo riconoscimento”.

Tra i vari obiettivi c’è la riorganizzazione del reparto rianimazione: “Il tempo degli eroi è finito, i donatori ci sono ma gli anestesisti sono sotto stress. I pugliesi vanno in altre regioni per i trapianti e questo ci costa 25 milioni di euro, la rete nefrologica, l’epatologia e la cardiologia devono lavorare in rete, adesso le strutture le abbiamo. Alla fine  della tavola rotonda, le parole di Francesco Niglio  (Associazione nazionale dializzati e trapiantati): “Siamo i testimoni di un parte di vita che sta per sfuggire e che abbiamo il dovere di riacciuffare”.

Tags: AidoDonare per vivereFoggiafondazione PfizerLoreto GesualdoTrapianto organi
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