Pubblicata la lista degli “impresentabili” delle elezioni regionali 2015. La “lista nera” è stata composta da tre magistrati, tutte donne ma solo venerdì sarà resa nota nella sua interezza. Finora sono emersi solo 4 “impresentabili”, tutti pugliesi e della provincia di Bari. C’è l’imprenditore Fabio Ladisa, inserito nella lista Popolari con Emiliano che appoggia il candidato Pd, Michele Emiliano. Ladisa è accusato di associazione mafiosa. Gli altri 3 appoggiano tutti il candidato fittiano Francesco Schittulli. C’è Massimiliano Oggiano, commercialista, nella lista “Oltre” che deve rispondere di associazione e voto di scambio con metodo mafioso. Presente anche Giovanni Copertino, ex ufficiale della Forestale e già consigliere Udc, accusato di voto di scambio (poi prescritto). Infine, Enzo Palmisano anche lui accusato per voto di scambio (prescritto).

La verifica è stata limitata, per questioni di tempo, alle liste delle sette regioni chiamate al voto. Sono stati esclusi i comuni. Approvata all’unanimità da tutti i partiti, la “lista nera” prevede la non candidabilità per chi è stato rinviato a giudizio per una serie di reati considerati “spia” rispetto a condotte mafiose. Ci sono i reati ambientali ma non c’è, ad esempio, l’abuso di ufficio. Ci sono i reati legati allo spaccio e al porto d’armi ma non la corruzione semplice. Sono compresi i reati legati alla tratta degli esseri umani, al racket, all’usura, al riciclaggio e al voto di scambio. Non il falso in bilancio né la concussione, reati tipici di amministratori e colletti bianchi.
All’ufficio di presidenza della commissione Antimafia, oltre alla presidente Rosy Bindi (Pd), partecipano di diritto i vicepresidenti Claudio Fava (Psi) e Luigi Galletti (M5S), i due segretari Angelo Artaguille (Lega Nord) e Marco Di Lello (Psi). E ancora: Franco Mirabelli (Pd), Ciro Falanga (Forza Italia), Francesco D’Uva (M5s), Peppe De Cristofaro (Sel).
I procedimenti a carico dei quattro candidati pugliesi
Nei riguardi di Giovanni Copertino “pende il procedimento n. 10388/2001 RGNR, per corruzione aggravata e altro, conclusosi con sentenza del 14.2.2011, in cui veniva dichiarata la prescrizione. Contro tale sentenza pende la fase di appello”. Fabio Ladisa “è stato rinviato a giudizio per furto aggravato, tentata estorsione (e altro), commessi nel 2011, con udienza fissata per il 3.12.2015″. Quanto a Massimiliano Oggiano, “risulta che è imputato, davanti il Tribunale di Brindisi, nel procedimento n. 2227/2005 RGNR DDA, per il delitto di cui all’art. 416 bis cp. (associazione mafiosa), commesso in epoca anteriore e prossima al 28 febbraio 2007, nonché per il reato di cui all’art. 86 DPR 570/1960 (corruzione elettorale) aggravato ex art. 7 L. 152/1991 (aggravante mafiosa), accertato in data 1 gennaio 1999 e commesso fino al 31 gennaio 2006. La Procura di Lecce ha comunicato che il candidato è stato assolto in primo grado e pende appello, la cui udienza è fissata per il 3 giugno 2015″. Enzo Palmisano, infine, “nel procedimento n. 3218/2002 RGNR, per corruzione aggravata, 416 (associazione per delinquere semplice), truffa aggravata dal danno patrimoniale di rilevante gravità commessi nel 2003, è stato condannato in primo grado. Il procuratore di Bari ha comunicato che la Corte di appello, con sentenza dell’11.02.13, ha dichiarato la prescrizione; è stato presentato ricorso e il procedimento pende in Cassazione”.
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