Si dice soddisfatto del risultato ottenuto Leo Di Gioia, l’assessore al bilancio della giunta Vendola: “Piazzarsi tra i primi in una civica va bene”. E’ risultato in pole alla lista ‘Emiliano sindaco’ che in Capitanata ottiene il risultato migliore di tutta la Puglia. Staccando di poco il Pd (quasi 34mila voti rispetto ai poco più di 33 del partito guidato da Emiliano), supera il 15% e ottiene un consigliere regionale dalla provincia di Foggia.
Sarà riconfermato nel ruolo che gli assegnò il governatore uscente?: “Vediamo”, risponde Di Gioia. La discussione è in corso, certo in Regione si sono visti anche mister 16mila preferenze tipo Sergio Blasi o i 12mila di Donato Pentassuglia. Lui ne ha totalizzati 9.280 e deve vedersela con la concorrenza degli eletti nel partito, Campo e Piemontese. Alcuni dirigenti sulla possibilità che entri in giunta non si pronunciano: “Ci fidiamo di Emiliano”.
Il Gargano risponde a metà
Il risultato di Di Gioia in Capitanata, che non supera le diecimila preferenze nonostante incontri con i sindaci, contatti con gli amministratori, impegni dopo l’alluvione sul Gargano, si legge a livello territoriale anche attraverso uno scontro senza precedenti sulla Montagna del sole. Il Promontorio gli regala consensi a macchia di leopardo. Su Apricena non sbanca, troppo forte la concorrenza di Piemontese (Pd) e Dell’Erba (Movimento Schittulli), a Rodi l’ex sindaco D’Anelli totalizza oltre 700 voti e lascia poco agli altri. Su Peschici la musica cambia, oltre 200 voti, il doppio di Piemontese, bene anche a Carpino.
Mai dismessi i panni dell’amministratore
La sua campagna elettorale è stata condotta sulla base dei numeri e delle cifre da spendere, di potenzialità inespresse della Capitanata, di necessità di riportare verso Foggia l’asse della politica che “per molti anni si è indirizzata da Bari in giù. Credo di avere le chiavi per guidare una Ferrari che teniamo nel garage e continuiamo a lucidare”, con riferimento ai fondi disponibili ma che, per problemi burocratici, ancora non si possono utilizzare.
Il piglio da amministratore Di Gioia non l’ha deposto in campagna elettorale. Gigi Damone di San Severo, figlio di Cecchino che insieme a lui ha sostenuto l’amministrazione Vendola, non ce l’ha fatta. In un primo momento, dicono nella città di Miglio, si supponeva un passo indietro di Damone junior a favore dell’amministratore. Non c’è stato. Trionfa Leo con la casacca di Emiliano, di una civica che ci ha tenuto in campagna elettorale a far rimanere tale e in base alla quale gli dovrebbe essere assegnato il ruolo di assessore.
Alcuni giorni prima delle regionali voci di dirigenti assicuravano: “Emiliano ha detto che nessuno degli assessori uscenti verrà riconfermato”. Un modo, anche, per evitare che la campagna elettorale fosse in qualche modo influenzata da questa possibilità.
