A San Severo approvato con 17 voti favorevoli, 2 contrari e 2 astenuti il riconoscimento dei debiti fuori bilancio riguardante i canoni pregressi servizio di vigilanza stabili comunali. L’accapo, che come ogni debito fuori bilancio approderà all’attenzione della Corte dei Conti, ha permesso al Consiglio Comunale di discutere sulla qualità della tecnostruttura e la gestione della cosa pubblica. L’accapo fa riferimento al riconoscimento di canoni pari a circa 98 mila euro che il Comune ha riconosciuto con l’approvazione dell’accapo ad una società di vigilanza per prestazioni eseguite e per la quale nonostante la scadenza della proroga dell’affidamento non era seguita nessuna comunicazione di cessazione del servizio.
“Si tratta di una situazione che abbiamo ereditato dal passato – spiega il sindaco Francesco Miglio – ma che apre una discussione sul ruolo della politica e la reale gestione della cosa pubblica. Non spetta certo ad un amministratore controllare l’inizio e la fine dei servizi prestati da terzi, così come tutti i procedimenti che riguardano la tecnostruttura. Con la nostra azione di monitoraggio stiamo mettendo in ordine tutte le aree comunali, ma questo modo di operare della tecnostruttura non è accettabile”.
Miglio ha quindi annunciato un’azione di rivisitazione e riorganizzazione della macchina amministrativa. “La politica deve riappropriarsi – continua il sindaco – del ruolo di indirizzo che gli è stato conferito dai cittadini. La macchina amministrativa deve necessariamente mettersi al passo, adesso basta, non tollereremo ritardi, situazioni di stasi e impedimenti di qualsiasi natura. Tutti i dipendenti dell’Ente devono impegnarsi al massimo, l’ordinario non può diventare straordinario”. Una questione che il primo cittadino ha ricordato era stata sollevata anche dalle precedenti amministrazioni e per questo si è appellato all’intero Consiglio Comunale. “Questa non è una battaglia che riguarda la maggioranza o l’opposizione – conclude Miglio – è una battaglia che riguarda tutta la classe politica e tutta la città, che non può sottostare ad una macchina amministrativa lenta e farraginosa. Pretenderemo che ognuno svolga il proprio lavoro nelle modalità e nei tempi previsti, gli errori della macchina amministrativa non possono ricadere sulla politica a cui spetta un atto di indirizzo politico e di controllo non certo di gestione”.
