Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Puglia che aveva respinto il ricorso per l’annullamento delle elezioni comunali di Foggia, celebratesi l’anno scorso. “Leggeremo meglio dispositivo e motivazioni – spiega il consigliere comunale Augusto Marasco, candidato sindaco per il centrosinistra alle ultime Comunali -, ma questa sentenza, pubblicata stamattina, chiude un percorso doveroso in presenza di un risultato che, come si ricorderà, è stato determinato da soli 366 voti. La legittimazione giuridica di quel risultato delle urne spero consenta, oggi, un confronto meno umorale e agganciato al merito delle questioni politiche e amministrative che stanno contrassegnando da un anno la vita della città. Ho il fermo proposito di continuare, infatti, ad esercitare il mio ruolo di minoranza nel Consiglio comunale, così come ho diligentemente fatto per un anno, tenendo distinta la questione del ricorso elettorale dalle responsabilità politiche attribuite dal voto di circa trentamila foggiani. Naturalmente – continua – questa sentenza muta la prospettiva con cui articolare l’impegno politico in città, accelerando un processo più largo e aperto alla cittadinanza, già intrapreso dopo aver constatato la debole coesione tra le forze politiche di minoranza nel Consiglio comunale.
Quello che sta accadendo in queste ore conferma il giudizio che espressi un anno fa, subito dopo il ballottaggio, circa una maggioranza che, per Foggia, rappresenta una soluzione arretrata e conservatrice, un salto all’indietro di almeno 15 anni. Contro questa deriva continuerò a dare il mio contributo attivo”. Repentina la replica del sindaco Franco Landella: “Oggi viene chiusa, al di là di ogni dubbio, la pagina di costante delegittimazione operata da Augusto Marasco contro la mia persona e la mia funzione – dichiara il primo cittadino –. È stata una brutta pagina per la nostra città, sul cui governo comunale sono state più volte e ripetutamente allungate ombre e sospetti, ribadite in ogni pubblica seduta dell’Assemblea consiliare, a cominciare da quella del suo insediamento. Una brutta pagina per la democrazia e per la volontà popolare della nostra comunità, sulle quali ripetutamente e costantemente sono stati avanzati dubbi, sollevando pesanti sospetti sull’intera filiera istituzionale che ha presieduto la procedura elettorale. Una brutta pagina – conclude – per quelle forze politiche che hanno assecondato questa deriva senza prendere le distanze da un comportamento orientato perennemente alla velenosa delegittimazione del mio ruolo e della mia funzione”.
