Entra nuovamente nell’occhio del ciclone l’appalto per la vigilanza del Comune di Foggia. I sindacati, infatti, denunciano lo “stillicidio dei diritti contrattuali che l’azienda (con l’aiuto consapevole di quanti, per conto di questa amministrazione, sono coinvolti nella gara in oggetto) sta operando a danno dei lavoratori che hanno acquisito il diritto alla continuità lavorativa”.
“Non possiamo definirlo altrimenti l’atteggiamento, da parte della ditta che pare abbia avuto l’affidamento temporaneo del servizio far data dal 17 p.v. (cosa abbastanza strana), che non solo sta mettendo in discussione la continuità lavorativa ma, da quanto ci è noto, sta facendo firmare ai lavoratori: dei contratti a ‘tempo’ che potrebbero inficiare la anzianità di servizio e, in fase di un possibile rinnovo, essere riassunti con il Jobs Act cioè con grandi benefici (anche economici) per l’azienda, azzeramento dei diritti per i lavoratori e un Comune buggerato perché, in fase di gara d’appalto aveva previsto un costo orario che, ove dovesse rimanere tale, sarebbe un affarone per l’azienda”. “Dei contratti in cui i lavoratori – spiega l’Usb – ‘accettano’ una dequalificazione (da 4° al 6° livello retributivo) e questo non è certamente previsto dal CCNL d’appartenenza a cui il Comune di Foggia dice di fare riferimento. Sappiamo che molti Lavoratori hanno firmato questi contratti ‘capestro’ a riprova della paura che si è ingenerata tra loro stessi per una continuità lavorativa certa e, di tutto questo, la responsabilità principale è del committente (il Comune di Foggia) che, per ragioni inspiegabili, sta mettendo l’azienda Comospol nelle condizioni di dettare regole inesistenti e contrarie allo stesso bando di gara che ‘tutelava’ i diritti”. Per questo, concludono, “si chiede un incontro immediato con il sindaco di Foggia per risolvere le anomalie riscontrate”.
