“L’ospedale cade a pezzi, sembra che non interessi più a nessuno cosa accade qui”. È quasi un viaggio ai confini della sanità, l’ennesimo, quello al Colonnello d’Avanzo, avamposto specialistico degli Ospedali Riuniti di Foggia, punto di riferimento per le patologie polmonari. “Ormai è uno scheletro senz’anima, con gli ambulatori attivi e diversi piani vuoti, non ci si preoccupa nemmeno di sistemare l’ascensore, all’interno del quale viaggia qualsiasi cosa ogni giorno…”, ci dice l’infermiere che ci ha accompagnato tra i corridoi dell’ospedale. Qui è possibile effettuare endoscopie toraciche e laserterapie, sono in corso ricerche policentriche con l’Aipo, studi sulla clamidia e sulla patogenesi dell’asma bronchiale.
Un piccolo centro dell’eccellenza locale per qualcuno, un posto dove “allontanare gli indesiderati” per qualcun altro (soprattutto per i sindacalisti). Eppure, sulla carta dovrebbero macinare produzione le unità operative di allergologia, anatomia patologica, cardiologia, malattie dell’apparato respiratorio-broncologia, malattie dell’apparato respiratorio II, malattie dell’apparato respiratorio III, malattie dell’apparato respiratorio IV, malattie dell’apparato respiratorio-riabilitazione respiratoria, medicina fisica e riabilitazione, patologia clinica, radiodiagnostica, reumatologia ospedaliera, reumatologia universitaria. Ma fino a qualche tempo fa, il personale ormai al lumicino, doveva vedersela persino con i senzatetto e tossicodipendenti in cerca di un riparo di notte. Adesso, per fortuna, questo aspetto è stato tamponato. Solo che per una conduttura mal funzionante (e mai riparata) cominciano a cadere i fogli di cartongesso dal soffitto, mentre un cestino con una scritta “attenzione” dovrebbe essere la misura adottata per la “sicurezza” del reparto. L’ascensore da settimane ha il pannello in cui sono riportati i piani divelti. “Un emblema della qualità del viaggio da queste parti – conclude l’operatore -, in cui è davvero facile sentirsi dimenticati”.

