Individuate nell’ultima riunione del coordinamento cittadino le date (21 e 27 agosto) per scendere in piazza e manifestare il proprio dissenso, in merito alla decisione da parte dell’azienda napoletana Energas, di realizzare un deposito Gpl nei pressi della località Spiriticchio.
L’assemblea tenutasi ieri, in cui hanno partecipato il Movimento 5 Stelle, Manfredonia Nuova e altre associazioni locali (mentre pesa l’assenza della coalizione di centrodestra) ha scelto due date “strategiche”: la prima, il 21, è infatti il probabile “day 1” del nuovo consiglio comunale. Così, mentre i nuovi consiglieri delibereranno sulla questione Energas e lo scontro politico entrerà nel palazzo, il coordinamento organizzerà un meet-up informativo in Piazza del Popolo, che tenterà di coinvolgere tutti i liberi cittadini scendendo in piazza per sensibilizzare ulteriormente il popolo sulla spinosa questione dell’installazione del deposito.
L’altra data scelta invece, quella del 27 agosto, unirà la lotta contro il deposito gpl alla lotta contro le trivellazioni nell’Adriatico, la cui prospezione avverrà in seguito all’approvazione del decreto- legge “Sblocca Italia”, il cui famigerato articolo 38, definito sarcasticamente “Sblocca trivelle”, vende il Mar Adriatico per pochi spiccioli alle multinazionali del petrolio. La data del 27 è stata individuata dal coordinamento nazionale NoTriv, e il coordinamento cittadino “NoEnergas” ha ritenuto opportuno unire le due proteste all’interno di un’unica manifestazione (probabilmente un corteo cittadino) che cavalchi l’onda del “dissenso” per protestare contro un modello di sviluppo economico ritenuto distruttivo e per l’utilizzo distorto e smodato degli idrocarburi. La manifestazione, così come ha suggerito l’ex candidato alle regionali per il Movimento 5 Stelle Luigi Starace, potrebbe chiamarsi proprio “No Idrocarburi”.
Accanto alle manifestazioni in piazza, continua la raccolta firme da parte del coordinamento, che da ieri però ha deciso di cambiare la propria strategia. Viste le difficoltà nel realizzare un referendum consultivo (le tempistiche sono troppo lunghe, ed inoltre manca un regolamento attuativo nello statuto del Comune che permetta di fare chiarezza sul metodo d’azione di un eventuale referendum) il coordinamento ha virato verso la realizzazione di una petizione di iniziativa popolare, con parere ostativo, che bypassi la prolissità del referendum e punti direttamente alla manifestazione di dissenso, grazie ad una nuova raccolta firme che non chieda più al cittadino di firmare per indire un referendum, ma di dichiarare direttamente, vidimando le nuove carte, la propria contrarietà alla realizzazione del nuovo impianto.
Il cambio strategico è stato dettato anche dall’imminente approvazione degli articoli 23 e 24 delle nuove direttive Seveso III, che garantiscono al popolo una più efficace partecipazione ai processi decisionali, in caso di progettazione e realizzazione di impianti a rischio di incidente rilevante.
Certo, non è tutto oro quel che luccica. Nella riunione di ieri si sono manifestate alcune crepe all’interno del coordinamento. Brevi battibecchi che hanno evidenziato una spaccatura nel Movimento 5 Stelle cittadino, diviso in due fazioni “anagraficamente” differenti; anche il rapporto tra la varie forze politiche presenti non sembra essere proprio facile da gestire. Molto spesso la battaglia comune sembra inficiata da interessi di partito e dalla rimodulazione dei rapporti di forza all’interno del coordinamento stesso. Sarà il tempo a definire la bontà del progetto e la sincerità con il quale esso si sta realizzandosi.

