Il caso Azzollini continua a tenere banco. Il “No” all’arresto deciso dal Senato ha portato, oggi, alle dimissioni dalla presidenza del Pd della regione Puglia, Annarita Lemma: “Non sento più mio il Partito Democratico. Ormai è un partito che ha mutato la propria pelle”. L’ex coordinatrice dice di “dissentire su troppe scelte di governo mai discusse con i dirigenti territoriali: scuola, jobs act, riforma del Senato, legge elettorale”.
Ma la goccia a far traboccare il vaso è stata il caso Azzollini, senatore di Ncd accusato di bancarotta fraudolenta e associazione a delinquere nell’inchiesta sul crac della casa di cura Divina Provvidenza. Decisivo il caso della Divina Provvidenza. Classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Pd, infatti, è stato decisivo nella “salvezza” dell’onorevole, ormai noto per le sue frasi al veleno rivolte alle suore del Don Uva. Il famigerato “vi piscio in bocca”.
Lemma non ha risparmiato critiche anche sull’ipotesi di nuovi accordi di Governo con l’ex Coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini: “Si tratta di una maggioranza parlamentare che vede il Pd sempre più garantito da componenti di centrodestra organiche o in puntuale sostegno all’azione legislativa di un governo nato in barba a qualsiasi minima regola di rappresentanza democratica”. Mentre sulle “scelte locali”, Lemma ha stigmatizzato “il caso Ilva”, definendolo “una vicenda gestita in modo incoerente, conflittuale e verticistico”. Per lo stabilimento da consigliera regionale era stata prima firmataria di una proposta di legge sull’endometriosi dopo la proposta giunta proprio dalle donne tarantine di Taranto Lider. La proposta, la seconda in Italia dopo il Friuli, venne approvata dal consiglio pugliese nel 2014 con il voto bipartisan.
