Le classifiche piazzano il tribunale di Foggia agli ultimi posti in Italia per durata dei procedimenti, tanto che negli ultimi mesi il presidente del Palazzo di Giustizia ma anche avvocati e magistrati hanno protestato attraverso conferenze stampa e manifestazioni in Corte d’Assise. È forte l’insofferenza per la mancanza di spazi e per il numero esiguo di magistrati. Per non parlare degli avvocati costretti a fare anche da cancellieri, confinati in uffici di fortuna o nei corridoi. Eppure il tentativo del ministro della giustizia Andrea Orlando di completare la task-force di funzionari addetti a smaltire l’arretrato del settore civile che grava l’ufficio giudiziario pugliese, è finito con un fiasco.
Orlando aveva destinato a Foggia 13 dei 69 vincitori di un concorso – il concorso Ice – ma solo uno dei tredici ha accettato il posto. Una notizia a sorpresa, svelata direttamente dal ministero durante una conferenza stampa.
Nessun problema per altri uffici giudiziari come Roma, Napoli e Milano, dove nessuno si è tirato indietro, pronto a sistemare le pendenze. “Nelle grandi città vanno tutti a lavorare, ci sono invece difficoltà a coprire i posti nei centri più piccoli, evidentemente”, ha detto l’ex presidente del tribunale di Torino, Mario Barbuto, che da un anno è stato chiamato da Orlando al ministero a guidare il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria del personale e dei servizi. Barbuto, a Torino, aveva messo a punto un protocollo che ha portato l’ufficio in piena efficienza, al riparo dai rischi della legge Pinto. L’obiettivo di eliminare tutte le cause che giacciono da più di tre anni – e che ci espongono agli esborsi milionari della legge Pinto e alle rimostranze della Ue – è il target principale del ministero.
