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Home » La Rai punta forte sulla Puglia, torna “Un medico in famiglia”. E alle Tremiti c’è “Braccialetti rossi”

La Rai punta forte sulla Puglia, torna “Un medico in famiglia”. E alle Tremiti c’è “Braccialetti rossi”

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Eventi
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Nonno Libero in Puglia. A partire da ieri, lunedì 31 agosto e fino al 4 settembre, il nonno più famoso d’Italia interpretato da Lino Banfi sarà in Puglia (tra Monopoli, Cisternino e Locorotondo) per girare una parte del primo episodio della decima serie della fiction “Un medico in famiglia”, per la regia di Elisabetta Marchetti. Un cast al completo per questo ritorno nella terra d’origine di Nonno Libero: Milena Vukotic, Giulio Scarpati, Flavio Parenti, Valentina Corti, Eleonora Caddeddu ed Edoardo Purgatori.

Prodotto dalla Publispei per Rai Fiction con il supporto logistico di Apulia Film Commission, la decima stagione di “Un medico in Famiglia” è caratterizzata dal ritorno a Poggio Fiorito di Lele Martini, che torna a essere pilastro e centro della famiglia. Un medico, ma soprattutto un padre Lele Martini che, durante la serie, dovrà affrontare la sfida più difficile che un genitore possa trovarsi di fronte. Sarà infatti la paternità il tema portante delle storie di Lele così come, declinato in modo diverso, di tutti gli altri protagonisti.

Sempre da oggi e fino al 10 ottobre, tra le province di Lecce e Brindisi (Cesarea Terme, Otranto, Torre Guaceto, Vernole, Torre Chianca, Melendugno, Grotta della Monaca), sono iniziate le riprese del film “La guerra dei cafoni”, lungometraggio tratto dall’omonimo romanzo di Carlo D’Amicis (edito da Minimum Fax produzione) dei registi Davide Barletti e Lorenzo Conte. Peraltro Barletti, sarà presente alla prossima Mostra del Cinema di Venezia (Giornata degli Autori) con “Il paese dove gli alberi volano”, film finanziato da Apulia Film Commission con l’innovativo Regional Film Fund di Apulia Film Commission.

Il cast del film “La guerra dei cafoni”, invece, è composto da attori non professionisti pugliesi, che hanno partecipato a una fase laboratoriale gratuita con training di recitazione, laboratori vari di scenotecnica e sui mestieri del cinema. Nella pellicola è prevista la partecipazione degli attori Ernesto Mahieux e Claudio Santamaria.

Il film, prodotto da Minimun Fax Media con il sostegno del Mibact e Apulia Film Fund (la ricaduta economica prevista sul terriotorio pugliese è di 562.275 euro), racconta del tramonto della lotta di classe nello scontro tra due bande di adolescenti. Una vicenda che si svolge in un villaggio balneare del Salento, alla metà degli anni Settanta, tra signori e cafoni che lottano per diventare grandi. E nel farlo, tra risse selvagge e gag esilaranti, rappresentano l’Italia che cambia.

Infine, dal 10 agosto tra Ciasu, Fasano, Bari, Monopoli, Savelletri, Otranto e Isole Tremiti, sono iniziate le riprese di “Braccialetti Rossi 3”, la fortunata serie di Rai Uno diretta da Giacomo Campiotti. Prodotto da Palomar per Rai Fiction con il sostegno di Apulia Film Commission (è prevista una spesa sul territorio pugliese pari a 1.952.227 euro), per la realizzazione della nuova serie sono impegnati 39 tecnici e professionisti pugliesi, tra cui segnaliamo il produttore esecutivo, il pugliese Alessandro Contessa.

Tags: Braccialetti rossiFasanoFictionIsole TremitiMonopoliPugliaRaiUn medico in famiglia
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Comments 1

  1. Gustavo Gesualdo says:
    10 anni ago

    Il cambiamento di mentalità a Foggia è ancora lontano dall’essere una realtà, ma lo sforzo dello stato non può e non deve essere ignorato.
    Ora tocca ai foggiani scegliere da quale parte stare:
    dalla parte delle mafie o dalla parte dello stato?
    In una repubblica democratica la Libertà di Scelta è fondamentale per vivere in maniera civile.
    Sbagliare scelta è possibile, ma non è possibile accettare critiche da quei foggiani amanti delle mafie che si lamentano del degrado e del disagio, semmai addossandone la responsabilità allo stato, mentre è il proprio comportamento personale a concorrere a produrre quel degrado e quel disagio:
    ogni scelta ha conseguenze, ogni errore ha un prezzo.
    L’arroganza e la presunzione di essere nel giusto quando si ha invece torto marcio è inaccettabile.
    Se si è un mafioso, non si è cittadino civile.
    Se non si è un mafioso, ma non si fa nulla per contrastare le mafie, non si è cittadino civile.
    Schierarsi, prego.

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