“Se chiude Sanitaservice i lavoratori devono essere internalizzati dall’Asl”. È questa la proposta che arriva dai sindacati, dopo le ultime polemiche sul mantenimento delle società di servizi interamente controllate dalle Aziende sanitarie pugliesi. “Lo abbiamo detto centinaia di volte – spiega il coordinatore dell’Usppi, Massimiliano Di Fonso -, i lavoratori non torneranno con le cooperative o con nessuna società che si occupi di servizi esterni. Abbiamo la necessità di difendere ciò che abbiamo conquistato 8 anni fa, ma soprattutto dobbiamo dimostrare che i lavoratori della Sanitaservice hanno un ruolo fondamentale nel servizio del 118 e della emergenza urgenza. In questa vertenza – continua – la Regione Puglia gioca un ruolo strategico e fondamentale e confidiamo nel presidente Michele Emiliano affinché possa – dopo aver consultato l’Avvocatura regionale – riflettere sul mantenimento delle Sanitaservice pugliesi ed i servizi che offrono a supporto degli operatori delle Asl e degli ospedali Pugliesi. Se le cose non dovessero andare per il verso giusto per le Sanitaservice, non resta altro alla Regione Puglia ed al presidente Emiliano di avviare le procedure concorsuali affinché tutti lavoratori vengano internalizzanti all’interno delle Asl e degli ospedali della Puglia. Questo per mantenere vivi i diritti acquisiti, ma soprattutto dimostrare che questi lavoratori sono lavoratori di Serie A e non di serie B è che il servizio di 118, e di ausiliariato in ambito ospedaliero ha un ruolo fondamentale, quello di contribuire al benessere della sanità pugliese”.
La srl foggiana, la prima in Puglia e per questo presa a modello da tutte le altre Asl, rimane la più critica per via della presenza dell’amministratore unico Antonio Di Biase: “È ormai in sella da 8 anni, con un contratto scaduto e una condanna sulle spalle, ma nessuno ha mai il coraggio di cacciarlo. Si fa amministrare una società con quasi 1000 dipendenti – conclude Di Fonso – ad una persona che gestisce tutto secondo i propri interessi. Un’altra anomalia, se si pensa che i manager delle Asl vengono rinnovati ogni 3 anni, il Parlamento ogni 5: perché allora Di Biase è rimasto 8 anni? Niente male per chi guadagna più di 5mila euro al mese, più di un consigliere regionale, con benefit particolari tra cui il telefonino e l’auto. Uno schiaffo ai cittadini in tempo di crisi”.
