Dall’università alle imprese, passando per le esigenze di sviluppo del territorio. I fallimenti del raccordo tra ricerca e business sono alla base del polo che sta nascendo a Foggia, grazie ai fondi del Pit 1 (per la palazzina, localizzata alle spalle della nuova sede della Camera di commercio) e al sigillo del Cnr, il centro nazionale per la ricerca. “L’agroalimentare e la filiera cerealicola saranno prioritari nel sistema economico locale grazie all’innovazione tecnologica che arriverà dal Csdat – spiega il dirigente comunale Carlo Dicesare -, e non solo. Abbiamo già attivato un ponte importante con il Canada e presto un’impresa aerospaziale americana potrà insediarsi in una parte del centro servizi“.

Non è un caso che un big, il Pastificio Tamma, sia fortemente interessato all’operazione, non fosse altro che per reggere la competizione di un colosso, Casillo, che è già partito in quarta con il progetto “Gluten Friendly” portato avanti dall’Università di Foggia, e presto potrà partorire un nuovo brevetto visti gli ottimi risultati degli studi. Al punto che il sindaco Franco Landella, alla presenza della professoressa Milena Senigallia, ha commesso una mezza gaffe facendo riferimento al brevetto “Gluten free” del Cnr di Avellino. Ciò che conta però al momento è l’occasione offerta alle imprese, che potranno puntare su un contenitore unico capace di intercettare anche le risorse europee destinate alla ricerca e all’innovazione. “Siamo un territorio agricolo – ha spiegato il primo cittadino – che sconta dei ritardi importanti perché non ha avuto il coraggio di investire nella trasformazione del prodotto. Adesso, abbiamo tutte le carte in regola, con l’integrazione tra il Cnr ed il Cra (Consiglio per la ricerca in agricoltura) per servire sul piatto delle aziende le migliori competenze scientifiche. Ma per farlo serve essere uniti e guardare tutti nella stessa direzione, quella del riscatto di una terra ricca”.
A saltare l’appuntamento nella Sala Fedora del Teatro Giordano il presidente del Cnr, Luigi Nicolais, sottoscrittore del protocollo d’intesa del novembre 2013 nell’aula consiliare di Palazzo di Città. Questa volta, però, a presentarsi sono stati i ricercatori dell’università Laval del Canada, coordinati dal professor De Luca: “L’Italia non può che puntare sulla qualità – ha spiegato, che deve essere messa dinanzi a tutto. Servono modelli e accordi. Le nostre ricerche sui polifenoli sono molto avanti, e potrebbero dare grandi sbocchi soprattutto per il mercato dell’olio”.
Il Cnr, rappresentato dal professor Antonio Logrieco, si è impegnato “a mettere a disposizione tutte le esperienze di livello nazionale e internazionale, attraverso il lavoro di più di 1000 ricercatori”. “La provincia di Foggia – ha precisato – è un territorio strategico a livello regionale e nazionale, noi lavoreremo per condividere i percorsi con le altre province e, soprattutto, per offrire un servizio alle imprese e al territorio”. Una buona pratica, dunque, che verrà esposta domani alla vetrina di Expo Milano.
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