Energas rompe gli indugi e passa all’azione: con una lettera indirizzata al sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, la società napoletana “fa espressa riserva di avanzare a carico dei consiglieri comunali di Manfredonia (attuali e del precedente Consiglio) nonché dei componenti della Giunta (attuali e della precedente amministrazione) dettagliata richiesta di risarcimento danni”, chiedendo dunque di rivedere la posizione in merito alla delibera di adeguamento del P.R.G. al PPTR regionale, ritenuta strumentale e faziosamente acquisita proprio per ostacolare la realizzazione del deposito gpl in località Spiriticchio.
Tra le argomentazioni utilizzate dall’azienda guidata da Diamante Menale, la sentenza del Tar del 2004, che preclude “alle amministrazioni coinvolte l’emanazione di provvedimenti che trovino fondamento in quelle annullate” laddove la sentenza in merito al VIA del 1999 affermava che “la conclusione a cui si doveva giungere non poteva essere certo quella negativa di compatibilità ambientale dell’opera, ma al contrario, della sua compatibilità”, l’inconsistenza del patrimonio naturalistico SIC ZPS della località, ampiamente degradata nel periodo del Contratto d’Area e la cui vocazione industriale è stata ampiamente definita già nel 2006 con la procedura di compensazione realizzata dal Comune di Manfredonia con la Regione Puglia. Infine, l’adozione del piano regolatore che sopra si accennava, ritenuto come un tentativo “maldestro quanto tardivo di ostacolare la realizzazione di questo progetto d’interesse pubblico in base ad una fantasiosa vocazione naturale dell’area”.
Ad onor del vero, le posizioni dell’azienda napoletana sono sacrosante. L’amministrazione comunale poteva prendere una posizione contraria al progetto da tantissimo tempo, ma per anni ha direttamente ed indirettamente preparato il terreno burocratico per far si che il deposito si realizzasse. Basti citare, oltre alla suddetta procedura di compensazione, la ridefinizione ad hoc del Parco Nazionale del Gargano, escludendo la zona in questione, in un tavolo tecnico svoltosi a Roma nel ’99, richiesto proprio dall’allora sindaco di Manfredonia Gaetano Prencipe.
E’ quindi, abbastanza ovvia la risposta stizzita dell’azienda napoletana, che ha visto tramutare nel corso di pochi mesi un potenziale alleato in nemico. L’utilizzo dell’arma urbanistica è, inoltre, poco conforme al rispetto di un iter burocratico lunghissimo per la realizzazione dell’impianto, e che ha visto l’ottenimento di quasi tutti i permessi per la realizzazione del deposito. Il Comune di Manfredonia potrà trovarsi dunque, costretto a pagare penalmente questo improvviso e repentino cambio di posizione, e nulla fa pensare alla possibilità di poter vincere una battaglia legale che sembra persa in partenza.
Queste riflessioni non giustificano in alcun modo il metodo d’azione dell’azienda napoletana. Passata velocemente alla posizione di “dialogo” e “apertura” nei confronti della cittadinanza, mostra ora improvvisamente i muscoli, minacciando e intimidendo difatti, l’azione dei consiglieri comunali. A tal proposito il consigliere comunale firmatario della mozione che sarà discussa tra qualche minuto in Consiglio Comunale ha affermato: “Ritengo la raccomandata prodotta da Energas lesiva della dignità dei consiglieri comunali che esprimono a pieno titolo la volontà popolare che li ha investiti con libere elezioni.
Ritengo doveroso precisare che gli attuali consiglieri stanno esaminando la proposta di interpretazione autentica dell’articolo 44 delle NTA del PRG e non una sua modifica (come falsamente riportato nell’oggetto della raccomandata).
Con questo atto l’ENERGAS intende intimidirmi ed in questo modo comprimere la mia libertà di autodeterminazione e di rappresentanza dei cittadini che ci hanno eletto. Pertanto proporrò di reagire nelle sedi opportune per il contenuto ed i toni intimidatori della lettera”.
L’amministrazione sembra quindi decisa a continuare il percorso intrapreso con la delibera del 16 Aprile 2015, ma la risposta finale sarà sancita solamente nella assemblea di oggi.

