
Depositata la richiesta di rinvio a giudizio con le accuse di omicidio colposo ed omissione di soccorso stradale a carico del marocchino di 28 anni che nella notte del 3 gennaio scorso a Prato ha travolto ed ucciso lo studente diciannovenne Giancarlo Ravidà, originario di Foggia. La notizia è riportata dal quotidiano fiorentino “La Nazione”. L’uomo era alla guida della macchina della moglie quando in quel maledetto sabato in via Valentini investì il ragazzo che stava attraversando la strada e solo due giorni dopo si costituì in questura accompagnato dall’avvocato Leonardo Pugi.
I sostituti procuratori Lorenzo Gestri ed Antonio Sangermano, dopo aver concluso le indagini a giugno scorso, hanno proceduto con la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo ed omissione di soccorso stradale. Si tratta di un procedimento assai complesso, nel quale sono fondamentali i fotogrammi della telecamere di videosorveglianza che hanno fissato l’investimento in via Valentini. Una richiesta che aggiusta il tiro per quanto riguarda il tema dell’eccesso di velocità, inizialmente ipotizzato come una delle cause che avrebbe provocato l’impatto fatale con il giovane studente. I fotogrammi mostrerebbero come il ragazzo stesse attraversando via Valentini di poco fuori dalle strisce pedonali e quando si accorge della macchina condotta dal marocchino è troppo tardi.
Fa un passo indietro ma viene comunque travolto dal mezzo, che si ferma più avanti. Purtroppo anche se il marocchino, adesso in stato di libertà in attesa del processo, ha ammesso nella confessione resa alla polizia di essere tornato indietro, la procura gli contesta di non aver fatto niente per aiutare nell’immediatezza sia nel soccorso alla persona sia tanto meno nella ricostruzione della dinamica del sinistro. Secondo la procura, dunque, anche se l’investitore che è rimasto «pirata» per un paio di giorni andava a una velocità non elevata, non stava transitando del tutto all’interno della carreggiata secondo la sua direzione di marcia. “E’ stato modificato il capo di imputazione per quanto riguarda l’eccesso di velocità – commenta l’avvocato Pugi – Noi abbiamo fatto le nostre perizie e le nostre considerazioni. Adesso aspettiamo l’udienza”. Per l’avvocato della famiglia, Luca Brachi “si tratta di una richiesta non inaspettata per quanto riguarda la questione della velocità. Il passaggio da sottolineare resta l’omissione di soccorso. Intanto stiamo trattando con la compagnia assicurativa per risarcire il danno”.
