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Home » È la Camera di Commercio ma pare la Reggia di Caserta, inaugurata Cittadella dell’economia da 25 milioni

È la Camera di Commercio ma pare la Reggia di Caserta, inaugurata Cittadella dell’economia da 25 milioni

Di Michele Iula
22 Febbraio 2018
in Economia
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C’è qualcuno che l’ha paragonata alla Reggia di Caserta. Qualcun altro non ha avuto dubbi nel definirla “la migliore sede in Italia”. Ma lo stupore nei volti del parterre de roi (non mancava davvero nessuno, se si esclude la pesante assenza del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio) per la mastodontica sede della Camera di commercio di Foggia, costata ben 25 milioni di euro, ha fatto da contraltare ai tanti dubbi sulla portata dell’investimento in una provincia economicamente falcidiata. Non sono mancate le aperture del Governo Renzi, “filtrate” dal sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, soprattutto sul fronte aeroporto Gino Lisa (“Siamo pronti ad accogliere la proposta della Regione Puglia per inserire lo scalo nel piano nazionale”, ha detto) e delle cosiddette “aree interne”, alias i Monti Dauni. 

“Per qualcuno potrà sembrare adesso una scelta azzardata quella di una sede così importante – ha spiegato il presidente della Camera di commercio, Fabio Porreca -, ma questa struttura è stata voluta nel 1999 dall’allora presidente Luigi Lepri. Non potevamo mai immaginare che sarebbe stata realizzata durante una delle crisi economiche più importanti del secolo scorso”. Sarà il cuore pulsante della “Cittadella dell’economia”, assieme al Cnr e ad alcuni uffici del Comune di Foggia, ma bisognerà riempire circa 3mila metri quadrati (su oltre 14mila): “Pensiamo al fitto di alcune parti e alla creazione di incubatori, bisogna ottimizzare tutti gli spazi”.

Le grandi incompiute

Negli interventi non poteva non essere prevalente l’aeroporto, ritenuto strategico “per il Gargano e i Monti Dauni”. “Dagli anni Sessanta ci portiamo dietro un pacchetto di infrastrutture mai messe a valore per responsabilità della classe dirigente, del governo centrale, o di entrambi – ha chiosato Porreca -, penso alla superstrada garganica e all’aeroporto. Il Gino Lisa non sarà certo il JFK di New York, ma negli anni è stato finanziato con decine di milioni di euro, questo a dimostrazione del valore strategico dello scalo. Il governatore Michele Emiliano finora ha ascoltato le nostre richieste, come nel caso dell’assessorato all’Agricoltura affidato al foggiano Leonardo Di Gioia, adesso dovrà sostenere il nostro sforzo, che passa necessariamente anche attraverso la centralità dello scalo ferroviario (anche con una seconda stazione di raccordo come nel modello emiliano), la definizione di un ruolo chiaro per il porto di Manfredonia, la diga di Piano dei limiti e la mitigazione del dissesto idrogeologico“. Il sindaco Franco Landella ha bacchettato Emiliano proprio sull’aeroporto, ricevendo immediatamente una replica a distanza: “Non me ne voglia il primo cittadino, ma la prima telefonata che ho fatto arrivando a Foggia è stata ad Amiu, chiedendo come mai erano pieni i cassonetti. Mi hanno risposto dicendomi che la domenica non conferiscono…”.

Nuovi entusiasmi, vecchi problemi

“Siamo pronti a scalare tutte le classifiche del Sole24Ore”, ha commentato con toni entusiasti il presidente della Provincia e sindaco di San Severo, Francesco Miglio. Magari – come ha consigliato il collega Landella – riprendendo “tutta l’ottima pianificazione strategica di Capitanata 2020”. “Questo è forse il territorio che ha sofferto di più in Puglia – ha aggiunto il sottosegretario alle Riforme, Ivan Scalfarotto -, sia dal punto di vista dei redditi che della produttività. Questa nuova struttura può essere la metafora della rinascita, per dare fiducia al sistema delle imprese e per favorire il ritorno a percentuali decenti di occupazione. Perché l’Italia riparte solo se riparte il Sud”. Per Lo Bello bisognerà “agganciarsi al percorso di crescita preparato per i prossimi anni”, puntando dritto “all’innovazione, all’internazionalizzazione ed alla digitalizzazione delle imprese, soprattutto delle realtà medie e piccole”. “La base – ha concluso il sottosegretario del governo, Del Basso – è stata preparata con i 14 miliardi destinati alla linea Napoli-Bari-Lecce-Taranto e alla banda larga“.

Tags: Camera di CommercioFabio PorrecaFoggiaFranco LandellaMichele EmilianoUmberto Del Basso De Caro
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