Portare il “baratto amministrativo” anche a Foggia. La proposta viene dall’associazione Capitanata Futura. “Il decreto Sblocca Italia del 2014 prevede misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio e che i comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati”.
Lavori di pubblica utilità ed esenzione
Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero o riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. “In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere. L’esenzione è concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attività individuate dai comuni, in ragione dell’esercizio sussidiario dell’attività posta in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute”.
Gli esempi di altri comuni
Capitanata Futura fa riferimento agli altri comuni, circa 1000 in Italia, che hanno fatto proprio questo strumento “adottandolo attraverso una delibera di giunta, a cui deve seguire un regolamento per disciplinare il baratto amministrativo”. Tra queste città ci sono Milano, Bari, Massarosa in provincia di Lucca: “A Bari il sindaco Decaro ha avviato l’iter amministrativo al fine di adottare un regolamento che definisca tutti i criteri rispetto alle attività e i servizi da inserire in un elenco e le modalità con cui i cittadini potranno dare la propria adesione del tutto volontaria”.
Tiziana Zappatore, presidente di Capitanata Futura, propone di portare anche a Foggia questo progetto che “darebbe la possibilità di sensibilizzare i cittadini rispetto alla cura e alla tutela dei beni comuni attraverso un’assunzione di responsabilità. E darebbe una mano alle fasce di popolazione più svantaggiate in un momento di crisi che colpisce soprattutto loro”.
