Sono i prodotti taroccati l’ultima frontiera delle mafie. Le organizzazioni criminali, infatti, vogliono invadere l’Europa con bottiglie di olio extravergine false e provenienti dalla Puglia. Stesso discorso per il vino. Etichette farlocche di aziende inesistenti viaggiano verso il Nord, spesso in direzione Germania, dove di recente i carabinieri del Nas hanno scoperto bottiglie di olio arrivate da un frantoio inventato e di pessima qualità. Dalle indagini si è arrivati alla criminalità organizzata foggiana già protagonista anni fa dell’operazione “Baccus”, quando emersero infiltrazioni mafiose nel settore vitini vinicolo nel Nord Italia.
Il caso riguarda, come detto, anche il vino, soprattutto primitivi e negramari, venduti a prezzi alti nonostante il prodotto sia scadente. Immediato lo sconcerto di Coldiretti: “Gli esiti di operazioni di questo tipo sono due: da un lato c’è un danno enorme per il made in Puglia perché viene proposto un alimento di pessima qualità che nulla ha a che fare con i dop e i doc locali. Dall’altro è un problema per i produttori seri visto che si abbattono i prezzi mettendo fuori mercato chi invece rispetta le regole”.
A questo si aggiunge il grido di dolore dei produttori dopo l’abbattimento dei prezzi da parte dei grandi grossisti che rende difficile guadagnare qualcosa in termini economici. Ma è l’invasione dei prodotti farlocchi all’estero che preoccupa maggiormente. Anche le mozzarelle, spacciate per pugliesi, vengono realizzate fuori dai confini regionali e con metodi tutt’altro che tradizioni. “Eppure questa — spiegano da Coldiretti — è una grande stagione per l’olio. Bari segnerà il 50 per cento, il 40 a Brindisi e Foggia, il 20 nella Bat. In provincia di Lecce la produzione dovrebbe raddoppiarsi rispetto all’anno scorso con un anticipo della raccolta avviata già a fine settembre, nonostante la percentuale di erosione dovuta alla Xylella”.
“Il mercato parallelo di oli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, spesso sofisticati – dichiara il presidente di Coldiretti, Gianni Cantele -, distrugge il territorio. Per questo va applicata alla lettera la legge salva-olio: dall’introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione di 18 mesi dalla data di imbottigliamento, al riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo, dall’introduzione di sanzioni aggiuntive come l’interdizione da attività pubblicitarie per spot ingannevoli, al rafforzamento dei metodi investigativi con le intercettazioni, fino al diritto di accesso ai dati sulle importazioni aziendali, sono solo alcune delle misure previste dal provvedimento”.
Coldiretti denuncia poi come “le importazioni complessive di oli di oliva in Puglia sono cresciute più rapidamente delle esportazioni: ammontano infatti a circa 87mila tonnellate contro le 34mila di importazione”.
