Si è concluso l’iter del procedimento per conseguire l’autorizzazione unica all’impianto Eta-Marcegaglia, atto preliminare ad ottenere gli incentivi alla produzione di energia elettrica dal combustibile derivato da rifiuti (CDR) bruciato nell’inceneritore situato in Località Paglia, in agro di Manfredonia a pochi passi da Borgo Tressanti.
“Il 19 ottobre scorso – fanno sapere dal comitato contrario all’impianto e guidato da Matteo Loguercio -, l’Ufficio Energie Rinnovabili e Reti della regione Puglia, ha emanato il documento conclusivo delle conferenze di servizi che si sono svolte a febbraio e giugno 2015, con esito favorevole alla società che gestisce l’impianto. Non è il provvedimento finale di autorizzazione unica ma una decisione importante verso il suo rilascio, mancano alcuni adempimenti di tipo burocratico”.
La decisione presa alla fine delle conferenze di servizi non è impugnabile con un ricorso giurisdizionale (poiché atto endoprocedimentale), ma quando verrà rilasciata l’autorizzazione richiesta occorre procedere ad impugnazione per i tanti motivi ostativi riscontrabili nei vizi contenuti in questo e nei passati procedimenti utili a guadagnare altre autorizzazioni, già presentati all’Ufficio Energie, sia all’inizio che alla fine delle conferenze di servizi dal sottoscritto Comitato.
“Nell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) – continuano in una nota -, documento necessario per la messa in esercizio dell’impianto idoneo a ridurre e controllare l’inquinamento applicando le migliori tecniche disponibili, ottenuta il 14 settembre 2010, vi era l’assoggettamento della stessa autorizzazione al rinnovo ogni cinque anni. Seppur nel 2014 sia intervenuta altra norma che allunga a 10 anni i tempi del rinnovo, posto che nel frattempo non siano sopraggiunti altri motivi per chiederne il riesame prima, è necessario accertarsi che vi sia stata comunicazione fra l’Autorità competente e società per la ridefinizione della validità dell’autorizzazione, che confermi l’applicazione della nuova disposizione di legge alla durata delle AIA vigenti, facendo salva la facoltà per l’Autorità competente di avviare di sua iniziativa un riesame alla data del previsto rinnovo. Da tale carteggio, inoltre, dovrà risultare chiaramente come gestire la proroga, fino alla nuova scadenza, delle eventuali fidejussioni prestate quale condizione della efficacia dell’AIA. Inoltre, bisogna chiedere un nuovo esame dell’autorizzazione integrata ambientale per scadenza dei termini previsti in precedenza, in ordine a: continue interruzioni della fase di pre-esercizio intensificatesi a partire dall’inizio di quest’anno (10 solo nei primi sei mesi) per anomalie varie, come testimoniano gli avvisi ricevuti dal Comune di Cerignola; impianto a rischio incidente rilevante; incertezza sulla dotazione delle migliori tecniche disponibili, dal momento che l’impianto ci risulta essere lo stesso del progetto presentato in prima istanza al comune di Manfredonia nel settembre 2002”.
“Il 13 ottobre appena passato – concludono -, l’assessore regionale alla Pianificazione territoriale Anna Maria Curcuruto, annunciò in Consiglio regionale l’imminente accensione a regime dell’impianto. Visti i punti insoluti rapidamente illustrati sopra ed altri che si potrebbero aggiungere, pensiamo che non ci siano le condizioni per avviare a regime l’impianto”.
