Luigi Di Maio promette battaglia sulla questione Energas. Nella visita di oggi a Manfredonia, il vicepresidente della Camera ha annunciato che coinvolgerà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per risolvere in positivo la grana della Sangalli Vetro. “Da grande uomo del Sud sono convinto che farà sicuramente qualcosa – ha detto il grillino fuori dai cancelli della fabbrica -. Inutile perdere tempo con Regione e Governo. Questa gente ha il diritto di lavorare il prima possibile, senza se e senza ma”. Di Maio ha dato una strigliata anche al Ministero dello Sviluppo Economico. “Basta tacere su questa vicenda. Mi dicono che ci sono appena 15 giorni prima che scada il concordato, pertanto se c’è un advisor greco pronto a investire su Manfredonia, il Mise deve farcelo sapere il prima possibile. Altrimenti sarà la solita strategia messa in atto per far trascorrere solo il tempo. Noi ovviamente non lo consentiremo”. Non sono mancate critiche alla gestione “ballerina” degli imprenditori Sangalli. “Scelte scellerate da parte di un’azienda che come tante altre in questo territorio ha beneficiato di aiuti economici. Oggi, per coerenza, si dovrebbe chiedere a questi signori che hanno avuto fondi di pagare una exit tax, ma il Governo non lo farà mai perchè con i grandi gruppi va sempre a braccetto”.
La visita del vicepresidente della Camera è poi proseguita a palazzo Celestini per affrontare un’altra questione, quella dell’Energas, mega impianto che la società napoletana omonima vorrebbe installare non lontano dal centro abitato: “Bisogna fermare questa follia. Per questo abbiamo avviato le opportune diffide giudiziarie”. Di Maio è tornato sui rischi dovuti alla “vicinanza” con la base militare Amendola. E si chiede: “Ma qualcuno ha mai chiesto il parere alla cittadinanza sull’arrivo in questo territorio di uno dei depositi gpl più grandi d’Europa?”.
Il pentastellato si è espresso sulla questione anche su Facebook: “Nessuno ha mai spiegato ai cittadini perché il Governo definisca “strategico” un deposito privato, nonostante il Governo italiano non abbia mai redatto un piano energetico nazionale. Più lo Stato non ascolta le comunità locali, più i cittadini si organizzano per fermare i piani scellerati della politica. Dal sindaco fino al Ministero, passando per la Regione Puglia, nessuno ha mai chiesto a quella comunità cosa ne pensasse di un’opera che mette a rischio la salute di migliaia di famiglie per rischi di incidenti o di attentati. È nata una resistenza civile, per ora fatta con atti giudiziari. Oggi alle 15 ho incontrato i cittadini di Manfredonia. Abbiamo avviato le diffide giudiziarie per fermare questa follia. Difenderemo la nostra gente in tribunale, ma se servirà anche davanti ai cantieri”.
