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Home » La corsa dei genitori per “salvare” i figli dalla mensa scolastica, monta la protesta a Cerignola

La corsa dei genitori per “salvare” i figli dalla mensa scolastica, monta la protesta a Cerignola

Di Roberta Fiorenti
22 Febbraio 2018
in Amministrativa
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Mamme all’esterno della scuola dell’infanzia Aldo Moro

Andirivieni di genitori ansiosi di prelevare i propri figli prima della distribuzione dei pasti e vere e proprie manifestazioni di protesta davanti ai cancelli. È la situazione che si è registrata questa mattina in alcune scuole d’infanzia e primarie di Cerignola all’avvio della mensa scolastica. Al centro del dibattito politico cittadino e delle preoccupazioni delle famiglie la polemica che investe, come ogni anno, la ditta di ristorazione barese che confeziona i pasti che imbandiscono le mense scolastiche. La Ladisa ha il suo centro di cottura nella zona industriale, a qualche metro di distanza dalla canna fumaria dell’inceneritore di rifiuti speciali “Ecolav”. E tanto basta per i genitori preoccupati, a sostegno dell’ipotesi che il cibo possa essere “contaminato dalle nanoparticelle”.

Episodi di protesta organizzata si sono registrati al suono della campanella presso la scuola dell’infanzia “Aldo Moro”, a due passi da Palazzo di Città, e presso il circolo “Battisti”, con disagi organizzativi per le numerose classi che osservano il tempo pieno. Manipoli di mamme e papà si sono confrontati sul da farsi, convenendo, a maggioranza nella soluzione tampone di prelevare i piccoli studenti in tempo per un rassicurante pranzo domestico. Tra le 12 e le 12,30 non si contavano le uscite anticipate dei grembilini bianchi e blu, a suon di permessi e autocertificazioni.

“C’è sempre stata questa situazione, per via di questa ditta di ristorazione che opera nella zona industriale”, riferiscono a l’Immediato le mamme fuori dai cancelli dell'”Aldo Moro“. “Siamo preoccupati non della qualità del cibo, ma del fatto che possa essere contaminato e nocivo per la salute dei nostri figli, dal momento che viene confezionato di fronte all’inceneritore“, continuano le mamme di bambini che frequentano tutti la stessa classe. Sono rimasti in cinque in quell’aula a ora di pranzo, “ma perché i genitori lavorano e non possono prelevarli da scuola”, tiene a precisare una delle mamme, a garanzia di un fronte compatto sulla questione.

“Noi con l’autocertificazione preleveremo i nostri figli per tutto il tempo che sarà necessario. Il sindaco Metta questa mattina ci ha garantito che a dicembre il centro di cottura si sposterà da lì e quindi ci stiamo organizzando in questa maniera”, informa un’altra mamma, riferendo dell’incontro con il sindaco avvenuto poco prima.

Anche le mamme degli alunni della “Battisti” sono state ricevute dal primo cittadino. Un incontro deludente per alcune di loro che non contente delle rassicurazioni si sono precipitate a riprendersi i figli “perché il cibo non è buono”. “I miei figli non mangiano. Sono io che decido – commenta risoluta una giovane mamma – e fino a quando non avremo certezze sui dati delle analisi delle acque usate per la cottura mi comporterò di conseguenza. Il sindaco oggi ci ha detto che ce li ha, ma noi non li conosciamo”.

“Io in quattro anni il bollino non l’ho mai preso e mia figlia consuma il pranzo a sacco ma sono daccordo con le altre sulla preoccupazione per i pasti della mensa”, aggiunge un’altra donna. “Per me si tratta solo di una questione politica -ribatte fuori dal coro un’altra mamma nella capanella davanti scuola- e non mi faccio minimamente coinvolgere. Mio figlio resta a scuola e usufruisce della mensa. Non mi interessa questa protesta e non sono d’accordo“.

Mamme fuori dalla scuola Cesare Battisti
Mamme fuori dalla scuola Cesare Battisti

Più comuni le voci di dissenso dei genitori che questa mattina hanno accompagnato gli studenti, a giudicare dalla folla radunata dinanzi al portone di ingresso. “Purtroppo questa mattina non si è potuto cominciare le lezioni prima delle 9 -riferisce a l’Immediato il dirigente scolastico dell’istituto Comprensivo “Don Bosco-Battisti”, Giustina Specchio– perché i bambini e i genitori si sono raggruppati all’ingresso. C’erano anche consiglieri comunali all’esterno, di cui non ho interesse a specificare i nomi perché sono un operatore scolastico e mai mi farò coinvolgere dalla politica”.

Qualche metro più in là dai cancelli dell'”Aldo Moro” a vigilare sulle uscite anticipate, avvistato il consigliere comunale e segretario piddino Tommaso Sgarro, accompagnato da simpattizzanti ed ex candidati.

“Non credo neanche che sia la strada il luogo più adatto per affrontare le questioni -prosegue la Specchio-, per cui ho proposto ai genitori di utilizzare l’aula magna per discutere con l’amministrazione la scuola e le famiglie degli studenti di questa situazione. I bambini hanno dei diritti che vanno tutelati. Credo inoltre che il tutto debba essere ricondotto a documentazioni a favore o contro, e non a polemiche a cui assistiamo ciclicamente. È una situazione che si verifica da quattro cinque anni -continua-, da quando è iniziata la polemica, giustissima, contro tutti gli inceneritori, compreso quello della zona industriale, ma non credo debba riguardare solo la Ladisa”.

La preoccupazione dei genitori degli studenti della “Battisti”, però, si concentra esclusivamente sulla Ladisa, responsabile della mensa per tutte le scuole dell’infanzia e primarie cittadine. Che il problema fosse avvertito con maggiore partecipazione nella scuola del popoloso rione Torricelli, dove il tempo pieno è stato avviato già da anni, per complessive 16 classi, lo si rilevava dal massiccio numero di genitori che alle 12,30 si affannavano a prelevare i bambini.

Anche al primo circolo Carducci sono stati accordati permessi di uscita anticipata. Qualche mamma ha optato per il cestino del pranzo a sacco consegnato giusto in tempo, mentre i carrelli dei pasti si aggiravano nei corridoi.

carducci scuola cerignola
Alla Carducci è un andirivieni di mamme che prelevano i figli in anticipo. Nella foto, in fondo, il carrello dei pasti e le addette alla distribuzione

“Qui 6 classi su 23 usufruiscono del servizio mensa e osservano il tempo pieno -ci riferiscono dalla segreteria-, ma quello che si sta tentando di spiegare ai genitori è che una volta che l’amministrazione ha dato esecuzione al riavvio del servizio mensa, la scuola non ha nessun potere, esegue soltanto”. 

Qui le mamme si sono avvicendate nell’ufficio del dirigente scolastico per chiedere chiarimenti e al banchetto dei collaboratori scolastici per firmare i permessi. “Nella classe di mio figlio un solo bambino mangia oggi -riferisce una mamma che ha appena fatto richiesta dell’uscita anticipata-. Il diritto allo studio va salvaguardato per cui è complicato anche per un genitore assumere questa decisione. Sappiamo che il disagio si crea solo ai nostri figli -continua la giovane donna- e che non dobbiamo prenderci in giro, perchè la situazione dovrebbe preoccuparci per tutte le altre aziende che operano lì, che impastano il pane e trasformano i prodotti a rischio di contaminazione. Solo che ci sentiamo traditi perchè questa situazione non è nuova e questa volta credevamo realmente in un cambiamento”.

Il riferimento è allo slogan elettorale dell’attuale sindaco, che al suo esordio politico con “la Cicogna”, da aspirante primo cittadino, nel 2010, allertava le famiglie sull’opportunità che una ditta di ristorazione cucinasse e confezionasse cibi per i bambini dirimpetto alla canna fumaria di un inceneritore. Dai banchi dell’opposizione l’avvocato sollevava anche la questione di una presunta, poi smentita, incompatibilità urbanistica dell’azienda. Inutile allarmismo. Lo sosteneva già all’epoca della gestione commisariale Michele Di Bari, e oggi torna a ribadirlo, nei panni di sindaco, lo stesso Metta. Da qui le accuse di incoerenza, rilanciate anche dall’opposizione piddina durante il comizio monotematico sulla questione mensa tenutosi ieri sera e concluso dall’europarlamentare Elena Gentile.

Metta non ci sta: “Problema risolto tra 40 giorni”

Metta e Lenoci
Metta e Lenoci

“Quando io ho sollevato il problema -si difende il sindaco- era in funzione di Ecocapitanata, l’inceneritore che ora è chiuso da tre anni per merito mio. La situazione è sotto controllo dal punto di vista igienico-sanitario e ambientale – dichiara a l’Immediato -, ciò nonostante è previsto che quel centro di cottura si sposti e la gente che viene a farmi la lezione ha tenuto per dieci anni il centro di cottura in zona industriale. Si sono dimenticati che Valentino era sindaco quando si cucinava lì? Che era sindaco Giannatempo quando si cucinava lì?”.

Tra quaranta giorni “il problema sarà totalmente risolto”, assicura Metta, col dislocamento in altra zona del centro di cottura, come comunicato a mezzo fax dal titolare della ditta di distribuzione pasti. “E succederà dopo dieci anni – polemizza il sindaco – perché prima non c’era nessuna dirigente che fomentava il dissenso dei genitori, dopo aver fomentato il dissenso del ritardo dell’avvio della mensa, usando la propria carica di dirigente scolastico solo per fare confusione e allarmismo inutile, per motivi personalistici, strumentali e politici, dando adito a questa forma di protesta che non ha nessuna ragion d’essere, perchè ho risolto il problema mettendo a gara il servizio con le massime garanzie per quanto riguarda il capitolato dei cibi da somministrare ai bambini, in cui è sottolineato che nessun centro di cottura sarà autorizzato se non in zona inadeguata, e la zona industriale di Cerignola è inadeguata”. Il riferimento implicito è all’ex dirigente del movimento politico “La Cicogna” e dirigente scolastico della Di Vittorio, Lucia Lenoci (scaricata all’indomani della vittoria elettorale), che all’esito di un’assemblea dei genitori dei bambini, tenutasi venerdì scorso, ha avanzato al Comune una richiesta di sospensione del servizio affidato in proroga alla ditta Ladisa.

“Ho cercato di spiegare alla mamme qual è la situazione –continua il sindaco, riferendo dell’incontro mattutino-, cioè che la Ladisa, cambierà il suo centro di cottura e che, nel frattempo, noi abbiamo monitorato acqua e aria nella zona industriale, ottenendo dei risultati totalmente rassicuranti e positivi. Non c’è nessun segnale di inquinamento delle acque e non c’è nessun valore inquinante nell’atmosfera. Ciò non toglie che noi non siamo d’accordo che in quella zona ci sia il centro di cottura e quindi l’allarmismo è assolutamente infondato. Se ci fosse stato il minimo rischio per la salute dei bambini -conclude- la mia amministrazione non avrebbe mai autorizzato il servizio”.

Tags: CerignolaFranco MettaLadisaLucia LenociMensa scolastica
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