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Home » “Adesso bisogna vaccinarsi”. Il monito dell’Asl di Foggia: “Così si batte l’influenza, sul web solo bufale”

“Adesso bisogna vaccinarsi”. Il monito dell’Asl di Foggia: “Così si batte l’influenza, sul web solo bufale”

Di Michele Iula
22 Febbraio 2018
in Sanità
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“Dal 9-15 novembre abbiamo avuto un tasso di 0,23 casi di influenza ogni 1000 assistiti: siamo al di sotto della soglia epidemica, per questo adesso bisogna vaccinarsi”. Lo ripetono come un mantra i vertici dell’Asl di Foggia (il commissario Vito Piazzolla e il capo del dipartimento di Prevenzione Franco Carella), perché lo spettro che incombe sulla nuova campagna di vaccinazioni è il ripetersi del flop dell’anno scorso. Anche a Foggia, la città che per prima ha intrapreso il percorso di prevenzione negli anni Novanta (allora c’era Agostino Delle Vergini a Piazza della Libertà) e che ha fatto registrare negli anni scorsi i valori più in Puglia, insieme a Taranto, con il 56 per cento della popolazione vaccinata.

“Adesso c’è un fronte antivaccinazione particolarmente attivo sui social tutto l’anno – afferma il presidente dell’ordine dei medici, Salvatore Onorati -, forse è anche per questo che per la prima volta siamo seduti con l’Asl al tavolo per la conferenza stampa. Lo scorso anno ci sono stati 1300 decessi a causa delle complicanze da influenza, alcuni anche in Capitanata. Ciononostante, continuano a viaggiare su internet bufale di ogni genere. Certo, è vero che le aziende farmaceutiche ci guadagnano, ma questo non significa che non si debba fare prevenzione”. Quest’anno, l’Asl di Foggia ha investito nella campagna circa 2 milioni di euro (200mila euro in meno rispetto all’ultima gara “locale” del 2011, prima dell’acquisto centralizzato regionale che ha permesso economie importanti). Solo per i vaccini antinfluenzali, sono stati impegnati 733mila euro. A questi devono essere aggiunti gli impegni di spesa per altre patologie non stagionali.

piazzolla e carella vaccini

“I problemi che scaturiscono dalle complicazioni sono gravi, a volte fatali – ha spiegato Carella -, soprattutto in soggetti che hanno patologie concomitanti. Penso ai diversi casi di morte in provincia di Foggia a causa del virus N1H1. Stiamo lavorando, attraverso 23 medici sentinella, all’analisi dei dati sul territorio giorno per giorno, da 15 ottobre 2015 ad aprile 2016, per verificare l’efficacia dei vaccini e l’andamento dell’influenza”. L’obiettivo per il commissario Piazzolla è quello di “spendere tutte le risorse disponibili nella maniera migliore”, per raggiungere il tetto di vaccinazione dell'”ottanta per cento”. Il risparmio per il referente di medicina generale Cpa Pierluigi De Paolis, oltre che per la spesa sanitaria, si riversa sull’economia reale: “In Italia si spendono all’incirca 76 milioni di euro per le campagne antinfluenzale, una cifra esigua se si pensa che circa 750 milioni di euro verrebbero persi dall’economia generale a causa di diversi fattori, per esempio la mancata presenza sul posto di lavoro”.

Numeri e consigli

I soggetti ai quali il vaccino viene offerto attivamente e gratuitamente sono: soggetti di età pari o superiore a 65 anni di età; bambini e adulti affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza (malattie croniche dell’apparato respiratorio, malattie dell’apparato cardio-circolatorio, diabete e malattie metaboliche, tumori, malattie infiammatorie croniche, epatopatie croniche); donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino al secondo o al terzo mese di gravidanza;
medici e personale medico di assistenza; familiari e persone che sono a contatto con soggetti a rischio; soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (forze di polizia, vigili del fuoco) personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione.

plateaNel corso della scorsa stagione influenzale 2014-2015 in Puglia, come nella maggior parte delle regione italiane, si è registrata una scarsa e preoccupante adesione alla campagna antinfluenzale con serie conseguenze in termini di diffusione del virus e rischio mortalità per soggetti con patologie pregresse: sono stati registrati infatti 22 decessi e 62 casi di influenza grave mentre la copertura vaccinale negli ultrasessantacinquenni è stata del 49,8 per cento, valore questo ben lontano dal 75 per cento raccomandato dal Ministero della Salute.
Le epidemie influenzali sono associate a elevata mortalità e morbosità: il Centro Europeo per il controllo delle Malattie stima che in media in Europa circa 40mila persone muoiono prematuramente ogni anno a causa dell’influenza e il 90 per cento dei decessi si verifica in soggetti di età superiore ai 65 anni con patologie croniche.
In Italia l’anno scorso sono stati segnalati 485 casi gravi e 160 decessi da influenza: l’85 per centro dei casi gravi è stato segnalato da 7 regioni tra cui la Puglia. Dopo la stagione pandemica 2009-2010 (592 casi gravi e 204 decessi) la scorsa stagione è stata quella che ha registrato i dati più preoccupanti. Il 78 per centro dei casi gravi e il 91 per cento dei decessi segnalati dal sistema presentava almeno una patologia cronica preesistente per la quale la vaccinazione era raccomandata ma solo il 7,6 per centro dei casi gravi segnalati era vaccinato. Undici donne erano in gravidanza al momento della segnalazione, una di queste è deceduta e nessuna si era vaccinata.

La vaccinazione resta dunque l’unico mezzo efficace e sicuro per combattere l’influenza e le sue complicanze: la sicurezza del vaccino è certificata. La protezione indotta dal vaccino comincia due settimane dopo l’inoculazione e perdura per un periodo di sei-otto mesi.
La trasmissione del virus dell’influenza si può avere o per via aerea, attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, o anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie. Per questo ci sono alcuni semplici gesti fortemente raccomandati per limitare la trasmissione del virus:

• Lavaggio delle mani anche con gel alcolici in assenza di acqua;
• Buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, trattare i fazzoletti e lavarsi le mani);
• Restare a casa ed evitare il contatto con altri soggetti in caso di malattie respiratorie febbrili, specie in fase inziale;
• Uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari.

Tags: Asl FoggiaFoggiaFranco CarellaSalvatore OnoratiVaccinazioVito Piazzolla
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