Il Parco del Gargano nella rete delle eccellenze europee. Questa la mission del progetto messo in atto per ottenere la Cets, Carta Europea del Turismo Sostenibile. Stamattina nella sede della Provincia a Foggia, il presidente Stefano Pecorella, operatori turistici e istituzionali e rappresentanti di Federparchi, hanno posto le basi per raggiungere un ambizioso traguardo, ottenere la certificazione dell’area protetta e, di conseguenza, delle strutture ospitate dal Parco. Servirà tempo, almeno un anno, ma l’obiettivo è da non lasciarsi sfuggire per dare un futuro radioso al promontorio. In buona sostanza, presentando una strategia comune, un rapporto diagnostico del mercato turistico locale, creando tavoli di lavoro e impegnandosi al miglioramento dell’ambiente in cui viviamo, l’ente Parco potrà chiedere la Cets presentando la propria candidatura ad “Europarc Federation”. Una sorta di bollino di qualità che darebbe il via a iniziative mirate nel campo del turismo sostenibile. Una volta ottenuto il riconoscimento, l’area protetta (il Parco del Gargano in questo caso) dovrà mettere in pratica il “Piano d’Azione”. La Carta ha validità di cinque anni, rinnovabile. Al centro del progetto ci sono le imprese turistiche, B&B, agriturismi e via dicendo. Starà agli operatori promuovere iniziative, creare nuove emozioni offrendo una caratterizzazione della propria attività.
Pecorella ha detto di “credere fortemente nella Cets perchè rappresenta una grande opportunità per il Parco e per il territorio per dare maggiore valore alle iniziative messe in campo fino ad oggi sul turismo sostenibile e per sperimentarne di nuove, entrando a far parte di una rete di eccellenza europea”.
Protagonisti dell’incontro di stamattina, Luca Dalla Libera, rappresentante di Federparchi e responsabile del procedimento Cets nel Parco del Gargano e Marco Carbonara dell’Agriturismo “Pulicaro” della Riserva Naturale di Monte Rufeno (insignita nel 2012), che ha portato la sua testimonianza diretta su come la Carta Europea del Turismo Sostenibile sia stata in grado di cambiare il modo di fare turismo, apportando un valore aggiunto all’offerta.
“Per ottenere la carta – ha detto Dalla Libera – serve mettere in piedi un gruppo composto da soggetti provenienti da mondi diversi (associazionismo, imprenditoria, ecc…) e che insieme presentino il “bouquet di fiori” dell’area protetta in questione”. Si tratta di 10 principi che tutti i partecipanti dovranno sottoscrivere. 10 principi che ruotano attorno a parole chiave come coinvolgere, migliorare e comunicare. Sarà poi il Parco a dare visibilità alle iniziative migliori presentate dagli operatori turistici.
Preziosa la testimonianza di Carbonara visto il successo del suo agriturismo. Nel rispetto della certificazione ottenuta, l’imprenditore ha avviato una serie di interessanti attività nella propria struttura. “Ragazzi americani si recano ogni anno nel mio agriturismo partecipando ad alcuni corsi di formazione. Si va dalla cura dell’orto alla cucina fino agli animali in fattoria. Corsi utili a spezzare la routine delle normali visite guidate”.
Il forum di oggi ha dato avvio al percorso per l’ottenimento della certificazione che permetterà, al Parco ne sono certi, “una migliore gestione dello sviluppo del turismo sostenibile nelle aree protette”. L’acquisizione della Cets da parte dei parchi di tutta Italia è auspicata dallo stesso Ministero dell’Ambiente. L’obiettivo è la tutela del patrimonio naturale e culturale e il continuo miglioramento della gestione del turismo nell’area protetta che tenga conto delle necessità dell’ambiente, delle comunità locali, delle attività imprenditoriali locali e dei visitatori.


