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Home » Chiude l’ospedale di Lucera, ridimensionato quello di Manfredonia. Stravolta la sanità pugliese

Chiude l’ospedale di Lucera, ridimensionato quello di Manfredonia. Stravolta la sanità pugliese

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Sanità
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“Consapevoli dei tempi ristrettissimi e dei numerosi tecnicismi contenuti nel documento, auspichiamo la massima condivisione e un ampio dibattito che tenga conto delle reali esigenze del territorio”.
Lo dichiarano in una nota i consiglieri regionali de La Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino, Alfonso Pisicchio e Giuseppe Turco, a margine dell’incontro di maggioranza con il presidente della giunta regionale Michele Emiliano sulla bozza del Piano di riordino ospedaliero. “L’adozione di questo piano – dicono i consiglieri – è sicuramente importante e siamo convinti che potranno essere apportate delle migliorie a tutela del diritto alla salute”. Ma il nuovo piano, già dettagliato su questa testata giorni fa, non piace a buona parte del consiglio regionale. La chiusura di ospedali come Lucera e Fasano e il ridimensionamento di molti altri nosocomi come quello di Manfredonia, ha scatenato polemiche e reazioni.

“Ci auguriamo che Michele Emiliano sia onnisciente, visto che si appresta a varare un piano di riordino ospedaliero redatto da lui e da qualche persona di sua stretta fiducia, nel chiuso delle loro stanze. Un piano fatto in casa, a casa loro”. Lo dichiara il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Andrea Caroppo.
“Applicando un metodo a dir poco indecente –prosegue- si mettono in pentola tagli profondissimi alla rete ospedaliera e all’assistenza sanitaria. Il tutto, nel più stretto riserbo, senza coinvolgere né il competente Consiglio regionale né il personale sanitario, le associazioni di categoria e i cittadini rappresentati da chi è stato eletto nelle istituzioni (tranne, e non tutti, qualche fortunato consigliere di maggioranza che rientra nelle grazie del presidente della Giunta). Emiliano parlava addirittura di voler proporre una legge sulla partecipazione: quella stessa partecipazione che ha affossato alla prima occasione utile. Il piano di riordino è, infatti, il primo banco di prova per il governo pugliese ed oggi sappiamo in che modo intenda guidare la Regione. Ha deciso di giocare a carte coperte –conclude Caroppo- il che non solo è uno schiaffo alle prerogative del Consiglio, ma la dice lunga sulla qualità del documento che verrà approvato e che non ha potuto, per la gelosia del presidente, essere arricchito in un processo di condivisione con tutte le parti interessate”.  

“La fine della sanità nel nostro territorio”

Giandiego Gatta
Giandiego Gatta

Furioso il vicepresidente del consiglio regionale, Giandiego Gatta. “Il mio primo intervento sull’ospedale di Manfredonia risale al 2011: già da allora suonavo l’allarme per una volontà più o meno manifesta del centrosinistra al governo della Regione di chiudere una struttura senza la quale verrebbero meno i livelli essenziali di assistenza per un bacino di utenza di circa 100 mila persone, che serve, oltre alla comunità sipontina, quelle di Zapponeta, Mattinata, Monte Sant’Angelo, fino a Vieste.  La mia rimase una voce nel deserto allorché  paventai la fine del “punto nascita” a Manfredonia, mi diedero dell’allarmista, ma disgraziatamente i fatti mi diedero ragione. Non vorrei, quindi, essere facile profeta anche stavolta, perché siamo alla resa dei conti con chi fonda il consenso elettorale sulle bugie dette agli elettori”. 
“L’ospedale di Manfredonia – prosegue – annovera numerose eccellenze professionali ed eroga servizi necessari alle popolazioni. Purtroppo, la decisione di chiuderlo sembra essere in gestazione da anni, con un centrosinistra sordo all’esigenze delle popolose comunità locali. Cerco di essere ancora più chiaro: fino ad oggi, abbiamo mantenuto un comportamento responsabile nei rapporti con la Giunta Emiliano, nella speranza che ciò potesse essere utile per portare a casa risultati importanti per i pugliesi. Però, se l’andazzo è questo e si tagliano ad occhi chiusi servizi essenziali, senza intaccare gli sperperi e i clientelismi, la maggioranza non potrà più contare sullo spirito costruttivo e collaborativo che abbiamo dimostrato”.
“Emiliano – conclude Gatta – lo tenga a mente, prima di decretare la fine della sanità nel nostro territorio”.

“Chiediamo scusa a Vendola”

Molto critico anche il consigliere regionale Nino Marmo. “Dobbiamo chiedere scusa a Vendola per le critiche, a questo punto ingenerose, che gli abbiamo mosso negli anni, perché è stato ampiamente superato da un ineffabile Emiliano, che ha un modo indecoroso e inaccettabile di trattare le istituzioni a suo uso e consumo, umiliando le prerogative del Consiglio regionale su uno dei temi più sensibili per la politica alta, quella a servizio del cittadino: il riordino ospedaliero fatto da lui e un paio di dirigenti, senza coinvolgere la Commissione Sanità ed il Consiglio, è l’ultimo schiaffo ai cittadini da parte di chi, fino ad oggi, ha partorito solo un grande vuoto pneumatico”.
“Emiliano –prosegue- forse si ritiene al di sopra delle istituzioni, al di sopra delle regole e persino al di sopra dello statuto del Consiglio. Con riflessi pericolosissimi. Ci venga a dire quali sono i criteri ordinanti del suo piano, in base a quali ragioni chiuderà ospedali e servizi che servono ai pugliesi per curarsi. Il segretario regionale del Pd conclude l’anno molto male. Prima di chiudere gli ospedali, per esempio, perché non ci dice se ha colmato il gap dei 500 posti letto nella Provincia di Barletta-Andria-Trani? Ma il presidente non parla: decide e prende in giro i consiglieri, invitandoli alle otto di sera (o alle 8 di mattina) a ‘dialogare’ su un documento che non ha fornito e che nessuno ha potuto studiare. Cos’era, un caffè tra amici al bar? Fino ad oggi siamo stati in silenzio, forse troppo. E certamente  il nostro silenzio finisce qui, perché non ci stiamo a veder calpestare istituzioni e diritti da chi si sente il più furbo di tutti sulla pelle dei cittadini”.
“Il nostro –conclude Marmo- ripete continuamente ‘la polita fuori dalla sanità’, ma ci resta lui tutto intero che è ormai un politico totale!”

Tags: Giandiego GattaMichele EmilianoNino MarmoPugliaSanità
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